L’uomo, per principio, dovrebbe essere all’apice della natura, la punta della creazione e il cuore della sua saggezza. 

Noi invece distruggiamo la terra. I naturalisti e gli esperti di ecologia hanno assolutamente ragione quando sostengono che non dovremmo estrarre petrolio e consumare le risorse rimaste, che non dovremmo bruciare materiali sintetici e sradicare dall’abbraccio della terra gli alberi nelle foreste.

Facciamo davvero cose intollerabili alla natura. L’uomo agisce con immotivato egoismo, sia nei confronti della natura, sia nei confronti di tutti gli altri esseri umani: deride, umilia, sfrutta, ostacola, senza una goccia di compassione. La causa principale del danno risiede in noi, nella distorsione della nostra natura umana. L’assenza di soddisfazione che deriva dalla mancanza di amore ci fa distruggere ciecamente il pianeta, mentre siamo sempre alla ricerca di surrogati.

Come può una persona sperare di ricevere del bene dopo essersi comportata male?

Non sappiamo come funziona la nostra natura. Questo è il nostro punto debole. Non comprendiamo più cosa vuol dire considerazione e amore per gli altri. Siamo confusi pensando che ciò che ci arreca piacere si chiami amore. Ma questo è amore per se stessi. Dobbiamo ricominciare da questo punto, dobbiamo pensare e riflettere su come tutti, ma veramente tutti, possano ricevere del bene.

Prendete esempio da una madre. Non c’è rischio che guardi suo figlio e non le piaccia, seppur i suoi occhi non siano abbastanza belli, il suo naso sia storto e le sue orecchie siano asimmetriche. Una madre ama il proprio figlio così com’è e, se ci sono difetti, non fanno che rafforzare ancora di più il suo sentimento. Dobbiamo aspirare a questo tipo di relazione nei confronti di tutti i membri dell’umanità. Quando arriveremo a un livello di relazioni così elevato, non potremo più danneggiare nulla, neppure nell’immensa natura che ci avvolge nella compassione.