Dovremo imparare instaurare nuovi tipi di connessione che vadano oltre la nostra natura. Tali connessioni si svilupperanno a partire da una scelta libera e consapevole di riconoscersi in grado di elevarsi dalla condizione materiale e di poter costruire relazioni diverse da quelle determinate dall’istinto.

Quando siamo angosciati e perplessi perché le ansie ci sovrastano e non abbiamo nessuno a cui rivolgerci, ci sentiamo come in un vicolo cieco senza via d’uscita, nel buio totale. È proprio da questa oscurità che può nascere un richiamo, una spinta verso un mondo meraviglioso.

Il mondo interiore che si riflette esternamente ai nostri occhi sembra realistico e convincente, altrimenti non saremmo in grado di relazionarci con esso seriamente, non saremmo stupiti o spaventati e non cercheremmo una soluzione per uscire da questo stato che sembra così vero. Ma quando si inizia ad assimilare il concetto che tutto è dentro di noi cominciamo anche a scoprire da chi è formata la grande folla che vediamo fuori. Ci appartiene o no? È divisa o è collegata in un sistema?

La realtà ci sta educando in questo modo, finché ci chiederemo: "Cosa succede qui? Cosa possiamo ancora fare?” Non possiamo continuare a spostarci da un luogo all'altro e occuparci di guerre. Cominciamo a capire che ci serve solo una grande connessione con i cuori degli altri esseri umani.

Dobbiamo capire che lo scopo dell’educazione è portarci all’amore. Anche se la persona davanti a noi parla e agisce in un modo che io non condivido, prima di tutto imparo ad accettarla. Riflettendo sullo scopo della nostra vita, saremo indotti a sentirci parte di un tutto, a comprendere che ogni persona è parte di noi. In questa visione odiare qualcuno significa odiare una parte di noi. Possiamo evitare di farlo cambiando modo di pensare e vedere.

Cinzia sprofonda dentro i suoi pensieri, ormai neanche i sonniferi la fanno più dormire. Il fiume in piena delle sue emozioni sta cercando solo uno spiraglio di felicità in un ricordo soave e dolce.