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Prevenire e affrontare il bullismo

Comprendere e risolvere il problema attraverso un esempio.

Il caso di ragazzi vittime di bullismo è una situazione molto dolorosa e spesso si sente persino parlare di suicidi causati dal bullismo. Cosa si può fare per prevenire in tempo un colpo del genere e come affrontarlo in modo giusto quando è già alla nostra porta?

Una storia a caso: un bambino di dieci anni è stato oggetto di bullismo da parte dei compagni di classe per diversi mesi. Non ne parla con nessuno e i suoi genitori sono all’oscuro del problema. Notano che il bambino non è felice e che trova ogni volta una scusa diversa per assentarsi da scuola. Ogni volta che i genitori cercano di capire cosa sta succedendo, il bambino tace. Un giorno, mentre il bambino sta facendo la doccia, sua madre si imbatte in uno strano messaggio arrivato sul telefonino del bambino ed entra nel gruppo WhatsApp della classe; i suoi occhi si rattristano alla vista dei numerosi orribili messaggi nei confronti del figlio.

Sfortunatamente, questo non è un caso raro. Come si trasformano bambini piccoli in un branco a cui piace abusare di un particolare individuo?

La verità è che il fenomeno del bullismo tra i bambini è del tutto naturale perché il cuore umano è incline al male fin dalla sua giovinezza.

L’uomo nasce con il desiderio di controllare, nuocere, e soprattutto in giovane età coglie ogni occasione per accrescere il proprio ego, a spese degli altri. Esiste nei ragazzi, e ancor di più nelle ragazze.

Cosa si può fare per prevenire il bullismo? Organizzando sin dall’inizio giochi di simulazione in classe quali teatro per bambini all’interno del quale vengono inseriti tutti i tipi di personaggi: l’uomo forte, debole, intelligente, stupido, buono, cattivo, onesto, bugiardo, stravagante, avaro, eroe, codardo e così via. Dovremo dare a turno  ai bambini l’opportunità di interpretare tutti i tipi di ruoli e situazioni, farli immedesimare nei personaggi.

La cosa principale è far uscire ogni bambino dal proprio angolo, fargli interpretare un ruolo diverso dalle sue inclinazioni naturali che lo fanno ripiegare su sé stesso. A poco a poco tutti saranno in grado di esternare sé stessi ed impersonare figure diverse. I bambini scopriranno che è possibile non essere sempre nella medesima posizione in cui si trovano in un determinato momento, ma che ci sono altre alternative, relazioni diverse, diverse forme di contatto che le cose cambiano. Questo li abituerà a non fissarsi in determinati comportamenti a causa di qualcosa di detto o in seguito a un atteggiamento degli altri nei loro confronti. 

Grazie ai diversi ruoli che ciascuno assumerà nei confronti degli altri, tutti avranno modo di amalgamarsi, capiranno che le situazioni si alternano e che ogni persona contiene in sé molti ruoli. Tramite il teatro si discuteranno questi temi. Lo spettacolo teatrale certo non cambierà i tratti peculiari del singolo bambino, ma potrà arricchire tutti, sviluppando in ognuno la capacità di crescere ed evolversi, di completarsi con qualità aggiuntive.

È importante capire che senza un lavoro così approfondito, non saremo in grado di preparare nostri figli alla vita, ed è un vero peccato.

Un esempio di scenario potrebbe essere una situazione in cui l’intera classe si reca in gita da qualche parte e uno dei bambini cade in una buca: bisogna salvarlo ma non è chiaro come. Tutti discutono su cosa si può fare, tutti cercano di fare qualcosa, prendono parte al salvataggio. Se in questo contesto il bambino bullizzato entrerà a far parte di un gruppo di salvataggio, le barriere tra lui e gli altri verranno lentamente infrante. Si potrebbe fare in modo che il leader del bullismo sia il comandante dell’operazione di salvataggio con il copione che prevede l’aiuto del bimbo bullizzato come partner del comandante. In ogni caso, il teatro potrebbe essere un mezzo per affrontare molte cose allontanando i bambini dalla situazione relazionale in cui si trovano in quel determinato momento per inserirli in un’altra.

I bambini sono molto suscettibili alle scene che vedono e vivono.

Torniamo ora al caso della madre che ha scoperto che suo figlio è bullizzato. Non avrebbe senso dirgli che ha scoperto il suo segreto, né attaccare i genitori dei bambini che lo bullizzano incolpando l’insegnante di quanto succede in classe. Se la situazione lo consente potrebbe invitare i bambini a una festa a casa sua.  Oltre a ciò, conviene che contatti il consulente scolastico o lo psicologo spiegando loro la situazione.

Gli insegnanti nella cui classe è stato scoperto il caso di bullismo non dovrebbero sentirsi responsabili. È possibile che i bambini abbiano avuto esempi negativi in ​​casa con genitori prepotenti, violenti o ossessivi, che li hanno educati a essere i re in qualsiasi situazione. Non ha senso che gli insegnanti cambino il loro atteggiamento nei confronti dei leader del bullismo, perché di solito non influisce sul rapporto tra i bambini.

Da quanto detto  sopra è possibile trarre un principio di vita. Una persona che ha ricevuto un’educazione è una persona a cui è stato insegnato molte, molte volte come comportarsi con gli altri e come guidare coloro che lo circondano a ricoprire i vari ruoli correttamente, come parti di un sistema integrale. Per rendere la vita più facile, dovremmo in ogni situazione svolgere il ruolo di persone buone, generose, sempre disposte ad aiutare e assistere perché

ciò che ci prestiamo a recitare oggi, diventerà domani la realtà in cui viviamo.

Donatella Ciuffolini
Giuseppe Negro
Paola Panzeri
Laura Lisi