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Crescere un bambino diversamente abile

Sostegno ai genitori.

Una giovane coppia, due figli, una terza gravidanza. Pochi mesi dopo si scopre che la bimba ha un problema alla vista. I test rilevano che ha gravi disturbi visivi, che potrebbero evolversi in una disabilità permanente. E questa è solo una fra le tante storie dei bambini portatori di handicap. Come fare ad accettare questa realtà che ci piomba addosso?

Bene, è impossibile capire ciò che stanno attraversando i genitori in una situazione così difficile. Il più delle volte si tratta di disabilità incurabili che accompagneranno i bambini per tutta la vita, il senso di impotenza, la mancanza di esempi su come affrontare il problema porta difficoltà e dolore, bisogna accettare il triste destino e sforzarsi di conviverci.

“Perché è toccato proprio a me?”, “Perché è stato riservato a me?”. Tali domande non hanno risposta.

La cosa più importante è non smettere di vivere, non fermarsi, non arrendersi.

Ciò che può aiutare i genitori è un gruppo di sostegno, la compagnia di genitori i cui figli si trovano in una situazione simile, partecipare insieme a tavole rotonde, conferenze, avere indicazioni unificate su come poter superare la disabilità, con quali mezzi o esercizi affrontare questa situazione e persino trovare attività che li possano rendere felici.

I genitori di bambini con disabilità dovrebbero saper mostrare ai figli degli esempi di persone che, nonostante le loro debolezze, sono riuscite e hanno conseguito grandi traguardi: musicisti, scienziati e così via. Ciò è necessario per far sviluppare il bambino, aiutandolo ad essere felice, ad avere successo e a sentirsi un tutt’uno con sé stesso.

Solitamente una persona diversamente abile è più felice di una persona sana.

Certo, lo osserviamo di sottecchi e pensiamo “poveretto”, probabilmente soffriamo per lui, ma lui stesso, ha molta più vitalità di una persona nella norma. Questo è particolarmente evidente in gruppi di bambini con disabilità, ognuno è consapevole del proprio stato e di quello degli altri, loro si completano a vicenda, si connettono l’uno con l’altro in un modo così bello e la gioia regna tra loro. E’ come se la forza della natura, da un lato, non desse loro una salute completa, dall’altro, assicurasse loro un forte spirito vitale.

Nulla di ciò che accade nella vita rappresenta la fine del mondo. Tutti vivono, tutti muoiono e strada facendo ci si trova in situazioni di ogni tipo. Chissà cosa potrebbe accadere tra un attimo a noi tutti? Ecco perché vale la pena di guardare la vita in modo più equilibrato. Non conviene confrontarci costantemente con una qualche forma di vita perfetta, bella e ricca che non ha alcuna preoccupazione. La vita non è una passeggiata e, se ci ha riservato questo destino, allora probabilmente così deve essere e dobbiamo trovare un modo per continuare a vivere e impegnarci, in ogni situazione fare del nostro meglio. Non per niente si dice: “Il vero ricco è chi si accontenta di ciò che ha”.

Da una prospettiva più ampia, vediamo che viviamo all’interno di un sistema naturale. La natura è rotonda, integrale, completa, eterna. Ognuno di noi ha un proprio ruolo in questo sistema e deve realizzarsi riconciliandosi con la natura e con l’intera umanità. Questa aspirazione porterà la persona a trovare il posto giusto nel grande puzzle.

A volte le persone portatrici di handicap conducono una vita migliore di altre perché sono consapevoli dei loro limiti e di conseguenza si costruiscono una vita equilibrata, adatta a loro, senza l’illusione di essere in grado di fare qualsiasi cosa per poi precipitare!

Come società, abbiamo il dovere di costruire meccanismi che aiutino ogni persona nata con una particolare disabilità a sentirsi supportata dalla società;

prendendoci cura di loro, proprio come i genitori. Noi, la società circostante, saremo la forza fedele su cui potrà appoggiarsi per tutta la vita. Quanto più saremo connessi gli uni agli altri e tanto più corrette saranno le connessioni tra di noi, tanto più saremo vicini alle forze centrali della natura ed esse agiranno su di noi in modo positivo.

Pertanto, la connessione tra gli esseri umani è il mezzo più sicuro in grado di aiutare in qualsiasi situazione e condizione.

Donatella Ciuffolini
Giuseppe Negro
Paola Panzeri
Laura Lisi