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GENITORI, BAMBINI E MODELLO CIRCOLARE©

Cosa bisogna sapere per essere buoni genitori

Prima di mettersi alla guida di un’automobile bisogna affrontare l’esame di teoria, prendere lezioni e superare una prova pratica. Prima di andare all’estero c’è un controllo della sicurezza e il controllo dei passaporti, ma prima di fare figli non c’è alcuna preparazione che insegni cosa significa essere genitori. Non c’è nulla di più naturale che mettere al mondo figli e crescerli, ma in pratica la vita mostra che ci sono moltissimi problemi da affrontare. Cosa dobbiamo sapere oggigiorno per essere buoni genitori? 

La famiglia è una mini società. Se sapremo come formare una famiglia giusta, assicureremo il successo dei nostri figli sia fuori casa che a scuola, nel corso di tutta la loro vita. Nelle generazioni precedenti il successo nella vita era personale, individualistico. Nel mondo connesso di domani,

la condizione principale per il successo sarà la capacità di relazionarsi con le persone.

Chi saprà connettersi e creare legami ottimali tra esseri umani avrà un grande successo. La capacità più importante sarà quella di saper tessere ovunque legami familiari, in cui le persone si aiutino e si completino a vicenda e che, compenetrando insieme, abbiano una buona riuscita. 

Il Modello Circolare© aiuta a  sviluppare questa capacità in famiglia. Uno degli strumenti principali che offre è il cerchio  di connessione familiare. In un incontro settimanale, un momento che dovrebbe essere considerato importante e irrinunciabile, in cui  la cosa principale è lo scambio tra noi, il parlare e l’ascoltare.

Ciascuno, a turno, condivide con gli altri un’esperienza particolare vissuta nella settimana e sulla quale chiede la loro opinione. Mentre racconta la sua storia, dobbiamo prestare ascolto alle sue parole, dobbiamo essere desiderosi di ascoltarlo. Poi, ciascuno degli altri membri della famiglia esprimerà la propria opinione sulla questione, e cercherà di formulare qualche riferimento familiare comune. Anche se non dovessimo trovare una soluzione, il nostro obiettivo è quello di formare un sentimento comune su ciò che accade a ciascuno di noi.

Se la nostra figlia più piccola ci racconta qualcosa, tutti noi cercheremo di entrare nella sua emozione, parteciperemo alla sua storia, in modo di aiutarla a capire come relazionarsi correttamente con ciò che ha passato,

come bilanciare emozione e mente, come osservare l’accaduto da una prospettiva più ampia.

Ci rivolgeremo a lei non come insegnanti, ma come amici esperti di poco più vecchi di lei. Non le faremo la morale, ma parleremo con lei con tutto il cuore per aiutarla, sostenerla, offrirle una spalla e buoni consigli. Cercheremo di metterci nei suoi panni, immedesimandoci in lei, per essere al suo livello e offrire una nostra soluzione.

Se questo diventerà la nostra modalità di relazione, lei capirà perché pensiamo in quel modo, su cosa ci basiamo, perché ci esprimiamo in tal modo, come bilanciamo l’emozione con la ragione e viceversa. Sapremo mostrarle la situazione attraverso i nostri occhi, così si sentirà in grande abbraccio, portata dolcemente attraverso il nostro pensiero e la nostra emozione. Da questo imparerà gradualmente ad essere lei stessa partecipe di qualcosa che accade a un’altra persona, cosa solitamente difficile per i bambini piccoli.

Essere membro di una famiglia che condivide la propria esperienza con tutti fa sentire inclusi. 

“Vediamo come ci ascoltano con tutto il cuore, cercano di sentire, capiscono cosa è successo esattamente, esprimono preoccupazione, sono felici di aiutare, si interessano, fanno domande, danno consigli, cercano di aiutarci ad esprimerci, “tirano fuori” la storia.” Discutiamo l’intera faccenda insieme, esprimendo i pro ed i contro, osserviamo la vicenda da tutti i lati. A poco a poco si crea tra noi un’emozione, una sensazione, una relazione condivisa.

Si crea  tra noi una sorta di spazio comune che percepiamo come “la nostra famiglia”. La famiglia non è solo connessione biologica o convivenza, ma piuttosto ciò che insieme abbiamo costruito ora. Vogliamo che questi sentimenti di calore ci accompagnino tutta la settimana, fino al prossimo incontro, ritrovando ogni volta una nuova emozione familiare che si rafforza in forme nuove.

Al di là delle riflessioni fatte nella famiglia descritta, gioire insieme è un dono, anche il canto ci può aiutare a connetterci. Sono consigliabili anche giochi di Gruppo in cui ci viene richiesto di completarci a vicenda: dadi, puzzle, lego e così via.

Fin da piccoli è importante sottolineare che la costruzione di una famiglia dipende da ognuno dei suoi membri. Proprio come papà e mamma portano a casa soldi, cibo, vestiti e sicurezza, così i bambini devono fare la loro parte. Investire negli studi, comportarsi bene, riordinare la stanza, prendere parte alle faccende domestiche e così via. Non perché debbano, ma perché con tale partecipazione costruiamo tra noi il legame chiamato “famiglia”.

Il senso di famiglia ci darà un’ancora nella vita, un senso di appartenenza e consentirà a ciascun membro della famiglia di identificare e realizzare il proprio potenziale.

Un bambino che cresce in un ambiente così proverà un senso di sicurezza, la sua mente si amplierà, includendo sia emozione che intelletto. Essere ripetutamente incluso da persone adulte gli farà acquisire una prospettiva più ampia e profonda, basata su una ricca esperienza di vita. Sarà più sviluppato e più intelligente dei suoi coetanei, sarà in grado di vedere lontano. 

Gli esercizi familiari svilupperanno nel bambino la capacità di sentire gli altri. Saprà come mettersi nei panni delle altre persone, leggerle, capire cosa le motiva. Comprenderà più facilmente a chi avvicinarsi e da chi stare lontano. Il supporto ricevuto continuamente dalla famiglia gli consentirà di identificare rapidamente i problemi che vengono alla luce, lo aiuterà a venirne fuori rafforzato. Sentirà di avere un appoggio, di avere un posto dove tornare, un luogo sicuro dove è compreso e sempre accolto con amore.

Sarà più facile per un bambino del genere avere successo a scuola. Svilupperà la capacità di ascoltare, partecipare, assimilare le materie, comunicare facilmente con altri insegnanti e studenti, prestando attenzione a chi e a come rispondere. Sarà aperto alla connessione, all’apprendimento, la sua intuizione sarà più sviluppata, vedrà  ogni cosa in relazione con l’altra, perché lui stesso ha imparato a essere connesso e a relazionarsi. Sarà più concentrato, meno iperattivo, più paziente. 

Una volta inseriti nel mondo, i nostri figli avranno in mano uno strumento per costruire connessioni e buone relazioni. Questo porterà loro grandi successi, sia nella vita sociale che nella famiglia che costruiranno in futuro.

Donatella Ciuffolini
Giuseppe Negro
Paola Panzeri
Laura Lisi