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Incentivare la motivazione al lavoro

Ogni dipendente nella giusta collocazione diventa un punto di forza per l’azienda.

Quando si avvia una start-up, la spinta motivazionale è al suo apice. Ma accade che con l’assunzione di nuovi dipendenti quella che era una piccola famiglia diventa un’istituzione vera e propria. Con il tempo, si affievolisce l’entusiasmo, la routine prende il sopravvento; scompaiono le idee nuove e brillanti. Ci chiediamo come riuscire a incentivare la motivazione, elemento importante non solo per i manager ma per tutti. A nessuno piace recarsi al lavoro depresso.

Innanzitutto è importante capire che un calo di motivazione è un processo naturale. È impossibile chiedere a una persona di essere costantemente al meglio di sé, motivata e creativa. Pertanto, una qualsiasi organizzazione dovrebbe avere esperti che sappiano stimolare la motivazione dei dipendenti.

Alcune persone si recano al lavoro per l’interesse professionale che provano, altre per lo stipendio, alcune vanno al lavoro malvolentieri solo per paura di non trovare un altro impiego e così via.

Gli esperti di cui stiamo parlando troveranno un modo per spronare i dipendenti, per rendere il lavoro adatto proprio a loro.

L’obiettivo è far diventare i dipendenti dei collaboratori, coinvolgerli in tutto ciò che avviene nell’impresa, con la sensazione che il successo sia nelle loro mani. Ciò farà risvegliare la loro creatività e farà loro comprendere che la giusta cooperazione porterà beneficio all’azienda e quindi ai dipendenti, non solo dal punto di vista economico, ma anche a livello di gratificazione personale.

D’altro canto, per incrementare la propria motivazione, può essere utile al dipendente riscontrare in ambito lavorativo qualcosa che gli piaccia, che lo ispiri, qualcosa che lo renda felice. Se guardiamo un artista che lavora, sembra che la cosa più piacevole per lui sia il processo creativo, non l’opera finale in sé, né il denaro che riceverà, sebbene anche questo sia importante. E più è apprezzata la sua professionalità, la sua competenza, più trae soddisfazione dal lavoro e lo svolge con gioia. Non è logorato dalla routine perché in ogni azione egli vede una qualche opera d’arte.

Ognuno può, da solo, risvegliare in sé una tale motivazione? La risposta è sì, e non importa quale sia il suo campo di attività. Anche in un lavoro che agli altri sembra monotono e noioso come per esempio l’archiviazione di un ufficio, una persona che ha una naturale tendenza all’ordine e all’organizzazione può trovare grandi soddisfazioni. Un altro esempio è la pulizia. Alcune persone trovano un senso di calma nel fare le pulizie. Date loro un posto che sembra disordinato e sporco e loro lo ripuliranno a specchio con grande vigore. Più grande è la sfida, più saranno soddisfatti quando tutto sarà pulito e splendente. 

Come individuare la propria motivazione? Cosa dire a sé stessi? Prima di tutto che il mio lavoro è molto importante.

Certamente può essermi di aiuto sapere che anche gli altri lo apprezzano. Se per esempio, un impiegato coscienzioso riceverà la sera una telefonata dall’ufficio, che lo ringrazia di cuore per avergli trovato un documento importante, sarà certamente ricolmo di gioia ed autostima.

Da un punto di vista integrale, siamo tutte parti all’interno di un sistema. E dal momento che le cose stanno così, devo ripetermi che io mi colloco proprio al centro e non più in basso. In ogni compito che mi si parerà davanti io sentirò di essere importante per tutti. E voglio portare a termine tutto perché il mio lavoro sia di utilità agli altri e, proprio grazie a me, tutti avranno successo nello svolgere i propri compiti. 

Se all’interno di un’azienda tutti la pensassero così, la motivazione crescerebbe sempre più e l’atmosfera sarebbe meravigliosa.

E’ su questo che gli esperti dovrebbero concentrarsi per aiutare i dipendenti a trovare una motivazione.

Un ultimo accento va posto sulla competitività e sulla motivazione. Di solito la rivalità tra dipendenti danneggia l’azienda in quanto si trasforma in una competizione distruttiva. Questa è una motivazione negativa in quanto rovina le relazioni tra le persone e nel tempo l’azienda ci rimette. Ciò che vale la pena promuovere è una competizione integrale, in cui ognuno è in competizione con se stesso ed in lotta con se stesso per superare la propria visione limitata, per connettersi con tutti, completarli e ottenere il miglior risultato possibile.

Donatella Ciuffolini
Giuseppe Negro
Paola Panzeri
Laura Lisi