Il nostro comportamento finora ci ha portato epidemie e crisi globali.

Abbiamo bisogno di un cambiamento per vivere in armonia.

Nel mondo sono nate tante ipotesi e strane teorie alle quali abbiamo creduto, perché non credere a questa nuova medicina? La connessione dei cuori.

Il motivo della nostra titubanza è che il messaggio è estraneo al nostro modo di vedere. Troppo semplice e troppo difficile allo stesso tempo.

Abbiamo bisogno di molto tempo perché questo nuovo modo di vedere venga interiorizzato e fatto nostro. Il coronavirus è apparso qui per aiutarci a capire. Ha portato nel mondo una tranquillità mai sperimentata e un forte bisogno degli altri. Siamo costretti a capire di essere sotto l’influsso della Legge Universale della Natura che non ci consente più di fare ciò che vogliamo.

Siamo all’inizio di un percorso il cui simbolo è il coronavirus. L’autunno e l’inverno sono alle porte. Abbiamo una sensazione di paura, persino della stessa vita, delle azioni e dei pensieri, nostri e degli altri. Siamo nella totale confusione e “ogni uomo fa ciò che ritiene giusto ai suoi occhi”. La vita vissuta prima del coronavirus è un lontano ricordo che pian piano sbiadisce. Siamo una generazione alla ricerca di un nuovo futuro.

La realtà ci sta educando in questo modo, finché ci chiederemo: “Cosa succede qui? Cosa possiamo ancora fare?”

Non possiamo continuare a spostarci da un luogo all’altro e occuparci di guerre.  Cominciamo a capire che ci serve solo una grande connessione con i cuori degli altri esseri umani.

Non c’è bisogno di attendere che accadano altri disastri per agire. Possiamo, con la nostra volontà, prevenire la malattia. Far conoscere il rimedio, pubblicizzarlo, scriverlo, disegnarlo, spiegarlo e cantarlo. Non importa in quale modo lo faremo. Trasmettiamo il messaggio.

Solo così potremo anticipare i tempi e capire che la connessione dei cuori è l’unica cura.