Gino è il classico ragazzo nato negli anni 80. Il mare, il jazz e le vacanze sono i suoi piaceri da quando era adolescente. La sua famiglia è sempre stata nella ristorazione. Quella lunga lista di fratelli e sorelle, il loro genio non l’hanno espresso negli studi, ma nel lavoro: servire e divertire la piccola comunità di un paese del sud Italia, meraviglioso e contraddittorio al tempo stesso.

Alla sua maturità intellettuale e imprenditoriale Gino decide di comprare un pezzo di terra e di farci uno dei ristoranti più belli e glamour del paese. La sua idea di ristorazione è innovativa: aprire un risto-pub con musica jazz e pop dal vivo ogni sera, dove puoi gustare sia la pizza che un aperitivo, immerso nella campagna appena fuori dal paese. In quel piccolo paesello un locale di quella portata è pura immaginazione. La sua forza e la sua esperienza fanno sì che quel piccolo sogno a poco a poco, tassello su tassello, si realizzi.  Il seme di quella idea ha fatto fiorire una realtà tangibile.

Non è mai stato tutto rose e fiori, ma la forza e la passione, nonostante uno Stato nemico e avido di tasse in ogni dove, hanno fatto di Gino un imprenditore duro e forte.

Come tutti noi anche lui si è dovuto arrendere al Covid-19.

“Come si fa a combattere un virus invisibile?” si domanda “Ora che parzialmente tutti sono usciti di casa il mondo sembra essere cambiato. Non capisco ancora se è il mondo che è cambiato oppure siamo noi che abbiamo acquisito una nuova consapevolezza. A un primo sguardo fuori sembra tutto come prima.  Molte attività che sembravano così utili e fondamentali probabilmente non lo sono più”.

Gino seduto al suo tavolo preferito, davanti a quel palco ormai muto da tre mesi, non fa altro che esaminare questa nuova prospettiva.

Alla fine pensa tra sé e sé: “siamo quelli degli anni ottanta, abbiamo visto mille crisi, non sarà un microbo a far tacere l’amore per il jazz e per il buon cibo.”

Prende il telefono e chiama la sua band preferita, la Sud Jazz Sound System. Enrico, il cantante, risponde felice a quella telefonata.

“Gino ciao come va?” “Tutto bene amico mio, sabato riprendiamo a suonare altrimenti il cuore mi scoppia”.

Enrico con tono preoccupato gli risponde: “ma Gino come faremo con i costi e i biglietti? La gente non ha più soldi.”

Gino con fare calmo e ponderato: 

“Enrico renditi conto che il mondo è cambiato, non possiamo più pretendere quello che chiedevamo prima perché non esiste più. Noi dobbiamo adattarci a tutte le condizioni e dobbiamo far vivere solo le nostre emozioni più sublimi. 

Quindi io continuerò a preparare buone pizze e drink e tu farai buona musica, ti accorgerai di quanto più importanti del denaro siano queste nostre passioni.”  

Nicola Campanale

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