La peculiarità dell’Approccio Circolare è mettere al centro del processo il principio di connessione, per cui il singolo individuo sviluppa nuove abilità e competenze proprio quando si focalizza nel mantenere una relazione positiva con l’altro. 

Questo equilibrio viene favorito dalle sollecitazioni effettuate dal moderatore e costruite su due livelli: quello emotivo-sensoriale (che effetto mi fa) e quello cognitivo (riflessione sull’esperienza, propria e altrui).

L’influenza del gruppo sull’individuo e i principi legati al “Modeling” (apprendimento per imitazione) forniscono la spiegazione teorica di come la connessione attivi nei partecipanti un atteggiamento di auto-osservazione ed auto-educazione.

In questo modo si innesca un processo di apprendimento dinamico in cui il comportamento dell’osservatore cambia a seconda del comportamento di un altro individuo che ha la funzione di “modellatore”. 

In altre parole: l’influenza positiva del gruppo è fondamentale per l’apprendimento.

Quindi l’efficacia delle attività nell’Approccio Circolare è valutata in base alla misura in cui si favoriscono dinamiche di cooperazione piuttosto che di competizione.

Applicando abitualmente questa modalità comunicativa e relazionale si potenziano nel tempo tutte le importanti “Life Skills” definite dall’ONU nel 1993:

  • 1. Gestione di sé
  • 2. Gestione delle emozioni
  • 3. Gestione dello stress
  • 4. Empatia
  • 5. Creatività
  • 6. Senso critico
  • 7. Capacità di prendere buone decisioni
  • 8. Capacità di risolvere i problemi
  • 9. Comunicazione efficace 
  • 10. Relazioni efficaci

Allo stesso modo, si rafforzano i processi dell’”Intelligenza Collettiva”, concetto creato dal filosofo francese Pierre Levy alla fine del XX secolo, per spiegare come la cooperazione in una comunità di individui, permette loro di risolvere i problemi superando i limiti della cognizione individuale.