Poiché la mente è uno strumento funzionale in connessione con l’altro (L. Mecacci), l’Approccio Circolare considera la mente come “mente gruppale” e, quindi, come strumento di relazione, e lo scopo dello sviluppo individuale diviene quello di aprire la coscienza, attualmente ristretta dai confini di un “piccolo IO” (o “io bambino”), ad una dimensione globale, un “grande IO” (o “io adulto”), capace di empatia integrale e in grado di percepire il “mondo” attraverso la connessione al “campo relazionale” che lo circonda.

Questo sviluppo di quello che è il nostro “istinto sociale” ha bisogno di un nuovo approccio educativo e informativo affinché tutti i nostri ambienti sociali (famiglia, scuola, lavoro, associazioni, istituzioni, ecc…) possano diventare agenti di trasformazione nel passaggio dal “possesso” dell’altro allo “scambio” con l’altro (R. Carli)