Enrica è sempre stata attenta alla sua linea e avuto molta cura della sua persona. Le piace suscitare ammirazione agli occhi degli uomini. 
La lunga permanenza in casa le ha creato molto nervosismo, ha anche accumulato qualche chilo in più.
Alla televisione oggi hanno annunciato che si tornerà alla normalità, Enrica è euforica, non vede l’ora di riprendere i suoi rituali quotidiani.
Ha subito prenotato estetista e parrucchiere e, anche se il tragitto è lungo, va a piedi. Ne approfitta per fare un po’ di movimento.
Lungo la strada le persone che incontra indossano quasi tutte la mascherina, la scansano e cambiano strada, o almeno a lei così sembra. 
Questa sensazione di estraneità e diffidenza le crea insicurezza, è sempre stata consapevole di essere attraente, ma ora non ne è più così sicura.
Enrica, che ha sempre puntato sull’approvazione degli altri, adesso sente di suscitare diffidenza mista a sospetto. 
Da lontano scorge la sua amica Paola, e chiamandola, le fa un cenno di saluto. 
Paola, che indossa la mascherina, si mantiene a distanza di sicurezza e la liquida dicendole “ti chiamo dopo” e prosegue la sua strada. 
Entrando in tabaccheria per acquistare le sigarette, Enrica viene accolta da un commesso che le ricorda di indossare la mascherina e la invita a uscire. 
Appena fuori dal negozio umiliata, sente crescere dentro di sé rabbia mista a tristezza. Non è mai stata trattata così. 
“Dov’è il mondo a cui ero abituata?” pensa e scoppia a piangere in mezzo alla strada.
“Coraggio, siamo vivi e siamo umani” le dice una voce.
Enrica si guarda intorno ma non vede nessuno “Ehi sono qui” prosegue la voce.
Seduto sotto il portico scorge un barbone che la guarda stupito. I suoi occhi trasmettono unione che arriva dritta al cuore. 
Come primo istinto vorrebbe fuggire, ma si sente insolitamente attratta da ciò che trasmette quell’uomo, forse è l’unica persona che non ha paura di lei.
“Cosa posso fare per te?” dice l’uomo. 
Enrica non risponde e mette una moneta nel suo cappello. 
Ora è lei a chiedere: “Cosa posso fare io per te?”
Uno di fronte all’altro si guardano. 
Quell’uomo, nonostante incarni ciò che per lei è negativo e da evitare, l’ha colpita. 
I suoi occhi le hanno trasmesso un calore che non conosceva. 
Lungo il tragitto verso il centro estetico decide di fare un gioco: guardare negli occhi tutti quelli che incontra provando a dare la stessa sensazione di unione.
Quasi tutte le persone, sentendosi notate, le sorridono e qualcuna accenna anche un saluto.
Enrica sembra percepire diversamente l’ambiente che la circonda.

Quelle mascherine che coprono i volti le sembrano parlare di rispetto, uguaglianza e solidarietà.

Le torna alla mente una frase: “Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. 
“Già proprio così!” pensa fra sé e si incammina felice per il solo motivo di essere viva.

Barbara Rangoni

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