Camilla ha 40 anni ed è figlia unica.
Ha un lavoro sicuro che le permette di vivere una vita tranquilla.

Ha un carattere riservato e non riesce a esprimere le sue emozioni.
Federica, la madre, le ha dato un’educazione molto rigida mentre il padre Giorgio non si è mai occupato troppo della sua famiglia, a causa di una relazione extraconiugale.

Camilla ha preso le difese della madre e si è chiusa in un sordo rancore.
Appena ha potuto si è sposata. Il suo matrimonio è durato solo tre anni e lei è nuovamente rimasta sola.

Ogni domenica Camilla va a fare visita ai genitori e pranza con loro.  Rimane giusto il tempo del pasto. In quella casa le manca l’aria.

Una mattina Camilla riceve una telefonata da suo padre.
“La mamma respira male e ha la febbre alta, vieni subito! Le urla al telefono.
Quando Camilla arriva, riesce a vedere la sagoma di sua madre sulla lettiga e suo padre che sta spiegando l’accaduto al medico dell’ambulanza.
Il padre la saluta appena. Entrano in casa e insieme rimangono in attesa di notizie dall’ospedale.

Giorgio è in preda al panico che lo scuote e che non riesce ad esprimere, Camilla è chiusa nelle sue emozioni.
Trascorrono ore senza parlare in stanze separate.

Verso sera squilla il telefono e interrompe il loro silenzio.
Il responso è positivo, Coronavirus.

Ora Giorgio e Camilla sono in quarantena.

Entrambi nella stessa casa che sentono come una prigione.
Mangiano un boccone senza parlare né guardarsi, poi si danno la buonanotte e ognuno va a dormire nella sua stanza.

È notte fonda, Camilla si sveglia e sente dei singhiozzi provenire dalla camera di suo padre.
Vorrebbe essere forte e non sentire quel dolore. Anche a lei sale un nodo in gola.
Il suo dolore è misto a rabbia.
Non riesce più a dormire, mille ricordi le ritornano alla mente, poi finalmente il sonno sopraggiunge.

Il mattino dopo trova suo padre che parla al telefono e quando riaggancia gli chiede con timore: “Novità?”
Lui ha uno sguardo di speranza, le notizie sono confortanti, Federica, la madre, sta rispondendo bene alla terapia.

Mentre guarda la figlia Giorgio si commuove di nuovo.

Camilla percepisce la fragilità negli occhi di suo padre. Lei lo avrebbe voluto vedere sempre come il suo eroe, ma ora lo vede veramente com’è, un uomo insicuro e impaurito.
Si accorge che la sua ricerca di perfezione l’ha portata a giudicarlo senza pietà e comprende che il perdono è l’unico atto d’amore che può compiere verso se stessa e verso suo padre.

Questa volta anche lei non riesce a trattenere le lacrime e scoppia in un pianto liberatorio.
Si ritrovano entrambi occhi negli occhi. La distanza tra loro non esiste più e il muro del rancore si sta sgretolando.
Senza parole i due si abbracciano e restano a lungo stretti.

Ora entrambi hanno ristabilito un equilibrio e trovato l’energia d’amore per sostenersi e avanzare in questa nuova prova della vita.

Barbara Rangoni

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