In un posto lontano, lontano, esisteva un piccolo regno molto particolare. Il Re infatti non era eletto per i suoi natali, ma veniva scelto tra i sudditi del regno da dieci saggi.

Quando il Re raggiungeva i 77 anni, veniva lanciato un bando in tutto il regno perché gli aspiranti Re si presentassero al cospetto dei dieci saggi.

77 soli erano passati ed il nuovo bando era stato indetto.

Al cospetto dei dieci saggi si presentarono tre persone.

Il primo era un valoroso cavaliere, distintosi per il suo coraggio in battaglia, quando il regno fu minacciato dai barbari del Nord. Il giovane entrò nella stanza dei saggi con andamento fiero e si inchinò rispettosamente in saluto. “Mi chiamo Nidar figlio di Nek” disse.

Il saggio più anziano fece un segno di saluto con la testa e chiese: “Dite, Nidar figlio di Nek, qual è la cosa più importante per il regno?”.

E Nidar di rimando: “La pace senza dubbio”.

Il saggio annuì: “E come si può preservare la pace?”.

Nidar con sguardo fiero rispose: “Con il nostro coraggio e le nostre spade. Dobbiamo fortificare tutti i confini e rafforzare l’esercito cosicché nessuno possa invaderci”.

Il vecchio saggio rimase impassibile, ringraziò il cavaliere e lo congedò.

Il secondo candidato, benché vestisse abiti sobri, aveva l’aria di un uomo elegante. Entrò nella stanza, scrutando con attenzione l’assemblea dei saggi. Sfoderò un gran sorriso, presentandosi: “Pregiatissimo consiglio, mi chiamo Miza. Sono onorato di essere al vostro cospetto e sarei onorato di poter servire il nostro amato regno con umiltà”, a questo, fece seguire un profondo inchino.

Miza era un uomo di grande intelligenza e diplomazia. Quando scoppiò una crisi con il regno dell’Est, così profonda tanto che la guerra sembrava inevitabile, fu lui che, con abile diplomazia ed ingegnosi accordi con i regni del Nord-Est, scongiurò il conflitto.

Il saggio lo salutò con il capo: “Ditemi Miza, qual è la cosa più importante da garantire al nostro regno?”.

Miza corrugò le sopracciglia e con un tono pacato e serio rispose: “Pace e prosperità”.

Il vecchio saggio annuì: “Bene e come si può assicurare pace e prosperità?”.

Miza rispose: “Si possono ottenere solo con la diplomazia. Facendo trattati con gli altri regni che siano vantaggiosi per noi e ci garantiscano pace e prosperità”.

Il vecchio saggio rimase impassibile, ringraziò Miza e lo congedò.

L´ultimo candidato al cospetto dei saggi era un ometto minuto, vestito con una semplice tunica in cotone.

Entrò nella stanza dei saggi, sorrise e salutò l’assemblea con un modesto inchino.

Il saggio lo guardò con perplessità e chiese: “Voi chi siete?”.

Il piccolo uomo rispose: “Mi chiamo Koro”.

“Diteci Koro, qual è la cosa più importante da garantire al regno?”.

“L’armonia” rispose con voce tranquilla.

Il saggio allora incalzò: “Non pensate che siano più importanti la pace e la prosperità?”.

Koro rispose: 

“e come potrebbero esserci pace e prosperità se non ci fosse armonia?”

poi aggiunse: “La prosperità ci viene dalla natura stessa se siamo in grado di essere in armonia con essa. La terra offre tutto ciò di cui abbiamo bisogno, se la trattiamo con rispetto non ci mancherà mai nulla.La pace si garantisce solo eliminando il desiderio del conflitto, cercando l’armonia con tutti. Se ognuno penserà al benessere del proprio vicino, non ci saranno più conflitti”.

I saggi annuirono, avevano trovato il nuovo Re.

Federico Miroballo

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