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Il pianeta rosso

Il pianeta rosso

Questa è la storia di Giulio un ragazzo di 25 anni nato e cresciuto a Taranto. Famiglia regolare. Padre dipendente al porto, madre casalinga, sorella e fratello più piccoli. Ormai la giovinezza è passata.  Per la mentalità del luogo dovrebbe già essere sposato con prole. Giulio però è un progressista e ambientalista convinto. Insieme alla fidanzata Giorgia sono sempre in giro per il mondo a protestare per i diritti ambientali.  A cercare un lavoro non ci pensa neanche. Le possibilità sono poche del resto: lavorare in acciaieria o in raffineria. La città di Taranto è una fucina, una coltre di polvere rossa che ogni giorno esce da immensi camini dell’acciaieria la fa assomigliare al pianeta Marte. La raffineria rende il mare di un colore grigio. Taranto è una città ostile, il numero di tumori sale ogni anno e in acciaieria assumono continuamente per la morte prematura dei dipendenti per incidenti. Giulio non considera di dare un contributo a quella società che lo soffoca e lo uccide lentamente. 

Ma una mattina Giorgia arriva con una notizia che lo mette con le spalle al muro. È incinta. La festa è finita. Fingendo un sorriso Giulio pensa che è ora di prendersi le sue responsabilità. Le famiglie sono felici ma intransigenti. Matrimonio con vestito bianco prima che la pancia si veda e trovare un lavoro prima di ieri. Salvare la faccia è un imperativo. Ancora una grande notizia. Una posizione lavorativa si è aperta in acciaieria. Un amico del suocero ha fatto pratiche false per farlo assumere con contratto a tre mesi.

Finalmente tutti gli animi sono placati e la normalità è tornata in queste famiglie tormentate dalla vita senza senso di quei ragazzi. Ora però Giulio è senza direzione. Quella vita che tanto odiava, quella strada che non voleva percorrere, adesso è davanti a lui. Al reparto altiforni le giornate sono scandite dall’inizio del turno alle 7.00. Con tute e maschere per sei ore e mezzo, a dieci metri d’altezza, con lance sabbiatrici a pulire le pareti rosse dove brucia l’acciaio grezzo. L’amarezza e lo sconforto sono ora le sensazioni che lo accompagnano. Com’è possibile che la vita debba essere così distante dalle proprie intenzioni? In fondo un mare pulito, un cibo coltivato naturalmente e l’amore per la propria donna come potevano chiedere un prezzo così alto? Giulio, però, tenace, continua la sua opera ambientalista attraverso internet, tutti i giorni, denunciando sotto mentite spoglie le brutture che avvengono in quell’inferno rosso. Dai dispositivi di protezione inefficaci, alle inadeguate misure di sicurezza per i lavoratori. Quanto lo fa incazzare l’egoismo del management aziendale che se ne frega di ammazzare una città intera pur di fare soldi.

Ecco che però la natura si prende la sua rivincita. Uno strano e invisibile virus ha paralizzato il mondo degli umani. È in atto una pandemia che non si riesce a controllare se non con l’isolamento. Tutti fermi. Tutti a casa. Questo virus non intacca la natura. In soli quaranta giorni Taranto è tornata a splendere. Il cielo nonostante sia febbraio è terso, si respira una fresca brezza mattutina. Mentre tutto il mondo della finanza e i governi si disperano per trovare una cura a questo virus. Giulio è un uomo felice rinchiuso nelle sue quattro mura. Giorgia sta assumendo un corpo diverso, le sue curve sono dolci. Giulio la guarda estasiato. Le quattro mura di quella casetta presa in fretta per coprire il crimine di non essere sposato si sono dilatate in una felicità mai provata. L’unico pensiero della coppia ora è fantasticare sul bel futuro che potranno dare al loro bambino, una società che si accerti che, prima di rispettare le leggi del mercato, si osservino le leggi della natura.

Nicola Campanale

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