Billo è un cane speciale con un debole per i bambini. Se un bambino si avvicina, abbassa la testa e si fa infliggere ogni sorta di torture senza emettere un guaito. Se subisce un affronto da un adulto o da un altro cane, però, non si fa sottomettere. L’ha imparato dalla strada e lo ricorda bene.

Billo viveva in un canile, ma in un giorno di sole venne adottato da una signora con i capelli d’argento e lo sguardo buono. Era proprio una padrona buona. La sua vita era un paradiso: la passeggiata con la sua padrona, il pasto assicurato e poi la visita dei nipotini. Felicità allo stato puro. Con i bambini tornava un cucciolo, era irresistibile giocare con loro e, alla fine, un biscottino. Che si può volere di più?

 Un giorno la sua padrona si ammalò e lui tornò nel canile perché non c’era nessuno a cui affidarlo. Per giorni non fu possibile avvicinarlo. Billo, più che arrabbiato, era preoccupato perché non poteva difendere la sua padrona, chissà che cosa le era successo. Era arrivata una macchina molto rumorosa con una luce roteante e l’aveva portata via. Perché? A pensarci bene da un po’ di giorni era tutto molto strano. Passeggiando per fare i suoi bisogni aveva notato che gli umani avevano tutti la museruola. L’avevano combinata grossa pensò. Che gli umani facessero delle cose brutte lo aveva intuito più di una volta.

Molti suoi amici si erano ammalati in città. Tra loro Macchia, che aveva respirato quella nuvola nera che le macchine buttano fuori. Da allora non era stato più lo stesso, non sentiva più bene gli odori. Macchia era come disorientato, non sentiva più neanche il richiamo del suo istinto. Alla fine morì e tutti insieme, dai balconi e dai giardini dei palazzi, abbaiarono tristemente.

Nel canile si diventava matti. Doveva scappare. Billo stava facendo gli occhi dolci a due umani che erano venuti a dargli da mangiare. Il cancello si aprì e corse via veloce come il vento, corse a cercare le tracce della sua padrona. La doveva salvare, difendere. Si nascose in posti bui e annusò odori che non conosceva o forse che non ricordava di aver mai annusato in vita sua. Odore di aria, di fiori, di alberi, odori sconosciuti, odori di cucina, odori di animali, tanti odori mai sentiti. Niente nuvole nere, niente rumori. La città era diversa, gli apparve come una foresta da attraversare, senza umani.Trovò la casa e aspettò. Lei tornerà non c’è fretta. Infatti, dopo tre giorni arrivò la stessa macchina con le luci roteanti. Lei scese su una sedia a rotelle. Accidenti aveva ancora la museruola, ma in che canile l’avevano portata? La guardò, si guardarono. Lei pianse di gioia, lui non sapeva piangere ma scodinzolava così forte che spazzolava le gambe di tutti quelli che si avvicinavano. Dai balconi tutti applaudirono. Billo pensò che l’applauso fosse per lui e dritto come un fuso entrò in casa, come un cavaliere vincente accanto alla sua padrona.

Laura Deidda

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