In questo periodo di quarantena, assistiamo a un grande bisogno di condivisione.
Questa settimana, abbiamo intervistato due moderatori dell’organizzazione NOI, che ha ideato un metodo di connessione chiamato Approccio Circolare, che usa lo strumento dei Cerchi di Connessione per andare incontro alle esigenze della popolazione.
I Cerchi di Connessione hanno lo scopo di raggruppare persone, spesso sconosciute, e invitarle a sedersi in cerchio per partecipare ad una discussione. La discussione segue alcune semplici, ma importanti regole, e i risultati sono sorprendenti. 

David Martino è medico di Medicina Generale con Perfezionamento Universitario in Postura ed Occlusione in chiave kinesiologica. Diplomato in Omeopatia, Medicina Omeosinergetica e Discipline Integrate. Ha esperienza decennale come formatore in approccio circolare.

Luigi Papa ha 57 anni e 2 figlie. Si occupa di ristorazione. Ama suonare. Porta il metodo della Saggezza della Connessione alle persone, tramite la sperimentazione pratica.

I nuovi social hanno delineato un nuovo modo di relazionarsi tra le persone, spesso togliendo o cambiando significato a parole come amicizia.  È tutto comunicazione spazzatura o possiamo prendere qualcosa di buono da queste nuove piattaforme?

David
“I social network sono entrati così profondamente nelle nostre vite che non sapremmo immaginarci senza di loro. Una rete che ci collega, come le cellule del nostro corpo, dove tutto è interconnesso e interdipendente. Condividiamo informazioni immediate, emozioni, pensieri e storie. Un universo dove tutto è possibile, un piccolo villaggio che adesso respira medesimi stati d’animo. Come tutte le cose anche i social hanno le loro ombre, dipende dal loro utilizzo. L’energia nucleare può essere una fonte di energia utile o può essere impiegata per costruire armi di distruzione di massa. Così i social rappresentano una banca dati gigante: usi, costumi, sentimenti che puoi setacciare per trarne profitto e sfruttare il prossimo, influenzare i mercati. Un luogo dove perdiamo il contatto col mondo vero, l’amicizia vera, i reali piaceri. Può essere invece anche un ottimo luogo per creare quegli spazi comunicativi e relazionali che ci consentono di costruire sani legami sociali.”

Luigi
“Non credo in generale che sia tutto spazzatura, ancor di più negli ultimi tempi in cui le persone, proprio attraverso lo stato forzato di dover restare a casa, stanno sviluppando una nuova consapevolezza, quella di comprendere quali siano le cose veramente importanti. Perdono d’un tratto ogni attrazione per tutto quanto di effimero e superficiale avevano inseguito fino a pochi giorni prima. Una sorta di cambio di valori che ci porta a un livello di consapevolezza ancora più profondo, un vero e proprio cambio di paradigma.”

Il Corona virus ci ha messo di fronte a difficoltà mai affrontate e sta modificando i comportamenti delle persone tra loro. Quale cambiamento sta affrontando la società? Qual è stata la rottura, dovuta all’attuale crisi?

David
“Il virus ha rotto tutte le barriere, ha messo in evidenza quanto il mondo sia piccolo senza distinzioni di razza, religione e condizione sociale. Ci ha connesso a livello mondiale, ha bloccato il mondo costringendoci a fare solo una cosa: preoccuparci per gli altri. Non era mai successo. Se diamo un’occhiata ai dati relativi all’impatto dell’uomo sull’ecosistema dovremmo dare ragione agli studiosi che considerano il cervello umano come un incidente evolutivo. Siamo di fronte ad una crisi d’identità. Perché viviamo, perché corriamo dalla mattina alla sera, nasciamo sani e moriamo con tante malattie, inquiniamo, non costruiamo più famiglie? Una corsa senza meta? Qual è il senso della vita?
La notevole capacità di auto-aggiustamento dei sistemi naturali ha un limite. Invece di adattarci all’ambiente siamo intervenuti su di esso adattandolo alle nostre necessità. Le nostre relazioni, con gli atteggiamenti competitivi, materialistici e individualistici hanno rappresentato l’elemento stressante della natura come le relazioni superficiali e materiali fondate sulle leggi dello sfruttamento reciproco. Siamo come  cellule tumorali che, impazzite, si disinteressano del resto del corpo. Il Sistema ha raggiunto la soglia di instabilità e richiede adesso l’applicazione di nuove regole.”

Luigi
“Si, il coronavirus sta modificando la nostra realtà per lo più in modo positivo. Perché, se da un lato ci fa vivere restrizioni, dall’altro sta evidenziando mancanze. Come quella di desiderare di voler stare insieme e abbracciarci piuttosto che rincorrere l’ultimo telefonino o l’ultimo diktat della moda. Per questo, sorprendentemente, l’umanità d’un tratto si trova nella direzione che mai si sarebbe aspettata.
La rottura, a mio avviso, è dovuta alla direzione sbagliata che avevamo, che andava verso l’estinzione, causata da connessioni sbagliate e da relazioni di tipo egoistico (mors sua, vita mea). Questa modalità camminava parallelamente all’umanità e, erroneamente e a caro prezzo, veniva interpretata come progresso.

Quali sono le sofferenze che stanno emergendo dai social?

David
“Isolamento, incertezza del futuro. Pensiamo solo alla paura che in questo periodo investe le persone di tutto il globo. Piccoli e grandi si ritrovano a gestire forti emozioni. Problemi come ansia, insonnia, depressione, alienazione, psicopatologie da abuso, dipendenze c’erano già prima. I social rappresentavano una sorta di cuscino su cui ci illudevamo di instaurare legami con gli altri, costruirci una vera realtà, ma ci esibivamo con tante maschere, più soli che mai, in famiglia, con gli amici, ognuno con gli occhi sul proprio smartphone, magari soli nelle proprie stanze.  Un super organismo sociale in anestesia.” 

Luigi
“La sofferenza più grande ora sembra essere la mancanza di contatto fisico e di relazione con gli altri, dovuta al fatto di aver capito con quanta superficialità e futilità si è vissuti fino ad ora.”

Abbiamo visto la nascita di incontri online. Qual è la loro finalità?

David
“Il virus ha risvegliato il senso di responsabilità verso gli altri. Raccolte fondi, azioni di solidarietà hanno sovrastato in questi giorni la logica del profitto. Sono grandi azioni che servono per le emergenze ma non agiscono sulla robustezza delle nostre relazioni. Già da anni organizziamo incontri online basati sull’approccio circolare, cerchi di connessione virtuali dove sperimentiamo e attiviamo i muscoli della connessione e dell’empatia. Generiamo sensazioni, emozioni positive ed acquisiamo la forza unica e potente dello stare insieme. Un super cervello in grado di acquisire la prospettiva dell’insieme del cerchio. Entriamo nella nuova era, scopriamo il segreto della vita nelle vere relazioni. Dobbiamo risvegliarci nella vera connessione, un livello al di sopra dei nostri interessi personali e al di sopra della connessione fisica. Infatti siamo tutti in quarantena.
L’altro rappresenta qualcuno con cui costruisco. Con questo atteggiamento ricevo tanto di più.”

Luigi
“La nascita di tali incontri è un tentativo di colmare la sorta di vuoto di cui ho parlato sopra: la volontà di esprimere calore dal cuore e meraviglia per la scoperta di una inaspettata sensibilità dovuta proprio all’avvento del coronavirus.”

Quali sono i risultati che avete riscontrato?

David
“Creiamo le miglior condizioni perché tutte le persone possano esprimersi ed insieme costruire qualcosa di veramente nuovo. Sperimentiamo il senso della responsabilità reciproca, l’arte di mettersi nei panni degli altri, collaborare, cooperare, gestire le proprie emozioni, andare oltre gli ostacoli. I cerchi amplificano e fanno emergere le qualità di ogni partecipante. L’approccio circolare funziona in ogni ambito. L’ultima esperienza è stata con i dipendenti di una nota azienda farmaceutica che hanno sperimentato il senso di armonia, serenità, semplicità, il sentirsi come a casa.”

Luigi
“I risultati sono tutti positivi: sensibilità, consapevolezza dei valori veramente importanti, tendenza ad un cambiamento di paradigmi e di direzione dell’umanità, purificazione delle emozioni e dei desideri, sviluppo di una componente non egoistica ma altruistica.”

Grazie a David e Luigi

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