I combattimenti tra galli con le loro grida di sfida si sono placati e i loro petti gonfi si sono rilassati. I leader mondiali sono chini sui tavoli da lavoro per cercare di capire come gestire la nuova situazione. È giusto permettere alle persone di ritornare al lavoro? Riaprire gli asili? Impedire l’accesso al mare? Come affrontare l’ondata di disoccupazione?

Coloro che hanno potere decisionale stanno ricevendo una lezione dalla natura, un insegnamento profondo e significativo. Hanno capito che non possono fare nulla per arricchirsi ulteriormente e riscuotere il successo di cui prima si sentivano fieri. Stanno imparando a proprie spese che la natura è più forte. Che è lei a prendere decisioni insindacabili e a farci agire secondo i suoi dettami.

È bello osservare questi giochini altalenanti “tornare o non tornare?”. Da un lato, si vuole riprendere rapidamente la normalità, per non lasciarsi sfuggire il volante dalle mani e dall’altro ci si rende conto che non si può più vivere come prima. Non resta che fermarsi a studiare per capire cosa fare, altrimenti è la fine.

Centinaia di aerei sono rimasti a terra, causando danni enormi all’economia. Numerose imprese ricorrono sempre meno a questo mezzo di trasporto per motivi economici. Il desiderio di viaggiare si sta affievolendo, le persone hanno capito che trascorrere un fine settimana a Roma non è indispensabile.

Questo ci permette un’esistenza più lineare e umile e ci aiuta a condurre una vita più significativa. È la strada su cui la natura vuole portarci per il nostro bene.

Circa la metà delle persone estromesse dal mercato del lavoro è costituita da giovani arrabbiati perché non possono tornare indietro. Il loro futuro dipende anche dalla conoscenza del mondo nuovo. Sono loro a dover fronteggiare il nuovo assetto sociale: l’era dei padri è finita ed è giunto il turno dei giovani. Le nuove generazioni hanno la preparazione interiore per comprendere facilmente il nuovo mondo, non sono materialisti come noi padri.

I giovani sono in grado di comprendere il principio di integralità esistente in natura, la logica che sta alla sua base e adattarsi ad essa. Sono in grado di riconoscere che le leggi dell’ego e della competizione sono ormai superate e non si identificano completamente con queste. Sono sufficientemente distaccati da questa confusione per sfuggire al disfacimento, optando per l’amicizia e l’unione. Si possono liberare da ogni tipo di armamento prodotto per creare un’economia nuova e solidale. Sono tra i primi a comprendere che un piccolo paese non può mantenere cento ministri e cinquecento assistenti. Hanno il potenziale per vedere che la materia è solo una base per la formazione dello spirito nel quale si trova tutto il bene, la gioia dell’esistenza, qui tra noi.

Questi ragazzi e ragazze devono maturare e smettere di accusare le istituzioni come se fossero la causa dell’epidemia. Rivendicano il diritto di essere presi in carico dallo stato come se questo fosse una madre con i propri figli. Quando si ha un reddito si cerca di sottrarre allo stato quanto più possibile, quando si è in perdita ci si lamenta sostenendo che “si pagano le tasse”. Le tasse si pagano allo stato, alle città, ai villaggi dove si vive e si aprono attività. Non sono destinate a coprire le perdite quando una forza superiore come il coronavirus colpisce e chiude un’impresa. Solo le occupazioni essenziali troveranno spazio nella società del futuro e non quelle inutili e meno vantaggiose.

Oggi il mondo ha bisogno di persone che studiano la natura in profondità. Che capiscono che i livelli minerale, vegetale, animale e umano sono racchiusi in un’unica bolla cristallina che richiede interconnessione per non frantumarsi. Devono comprendere e costruire un giusto comportamento all’interno delle loro relazioni. Chiunque avrà un tale sentimento interiore per gli esseri umani lo avrà anche per tutte le parti della realtà e scatenerà una reazione positiva da parte della natura.

Può darsi che presto dovremo affrontare un’altra fase dell’epidemia. Forse scopriremo che il virus passa attraverso l’acqua, l’aria e il vento. Scienziati e dottori sicuramente ne parleranno, ci metteranno in guardia e ci daranno consigli su come evitarlo.

Da un processo esteriore nasceranno accordi interiori. Vorrà dire che dovremo fare pratica in maniera diversa. Capiremo così quanto siamo interdipendenti gli uni dagli altri ed inizieremo a sviluppare una sensibilità per la responsabilità reciproca. Se agiremo con attenzione e interesse per gli altri saremo già nel sistema di correzione delle nostre relazioni. Avremo già raggiunto un nuovo livello di esistenza.

Il nostro prossimo lavoro sarà guardare l’universo, la realtà circostante e cercare di imparare come funziona, come fosse un lavoro, per capire quali siano le sue regole, cosa è permesso, cosa produrre. Solo così potremo integrarci correttamente e con successo che non sarà misurabile con parametri egoistici di ricchezza e prestigio, competizione e combattimenti di galli, ma con un atteggiamento premuroso e amorevole di reciproca assistenza e sostegno.