Dal principio del XX secolo e in particolare dalla relazione di Heisenberg (principio di indeterminazione) e lo studio della meccanica dei quanti, è avvenuta una sorta di rivoluzione nella visione della fisica classica che ha posto fine al determinismo Newtoniano per cui era sufficiente conoscere posizione e velocità di un corpo per poter calcolare tutti i suoi stati presenti e futuri.

La conclusione delle nuove teorie della fisica quantistica è che lo stato di un sistema non si può determinare in modo univoco e l’indagine non coinvolge più una particella isolata ma la sua  organizzazione, cioè le interazioni dinamiche tra la particella in una sua qualche configurazione con le altre, nel momento in cui vengono osservate.

Uno degli aspetti più interessanti e innovativi della fisica quantistica è quella che viene definita caratteristica di “non-località” o entanglement (correlazione). Tutte le particelle che costituiscono la materia, continuano a scambiarsi informazioni e influenzarsi tra loro istantaneamente e continuamente, qualsiasi sia la distanza che le separa. La formulazione matematica della non-località si deve a Erwin Schrodinger, che arrivò alla conclusione che la non-località dovesse essere fondamentale premessa a qualsiasi tipo di indagine. 

Prova sperimentale dell’entanglement è stata fornita dagli esperimenti di Alain Aspect e il suo staff, nel 1982. 

Le conclusioni della fisica quantistica per le particelle subatomiche hanno influenzato tutti gli altri campi scientifici, compreso quello delle scienze sociali a prescindere dall’oggetto di studio, sia  che fosse  un corpo inanimato,  un organismo vivente o  un fenomeno sociale e hanno condizionato, in maniera più o meno evidente il modo di analizzare ed interpretare i fenomeni, passando dallo studio di particelle allo studio del campo, cioè del loro sistema di connessione.

L’indipendenza degli studi che nelle varie discipline ha condotto ad una metodologia basata sull’analisi sistemica dei fenomeni osservati,  ha indotto un nuovo modo di pensare basato sul fatto che esistono leggi generali dei sistemi che sono applicabili a  prescindere dalle proprietà particolari dei sistemi stessi.

Utilizzando un metáfora ispirata dalla biologia, secondo l’Approccio Circolare, le molteplici differenze hanno senso come parti di un “tutto”, cioè parti di un singolo “organismo”.

Nell’ambito della psicologia sociale la base teorica di questa analogia biologica si trova nel lavoro di K. Lewin, che concettualizza il gruppo come un singolo fenomeno e non come un insieme di più fenomeni: una totalità dinamica in cui l’azione di ciascuno modifica sia le altre persone che il gruppo stesso. 

E viceversa: il comportamento dell’individuo è sempre il risultato dell’interdipendenza tra fattori soggettivi (area psicologica) e socio-ambientali (area sociale).

Il principio di interdipendenza è stato ben sintetizzato da Lewin nella formula C = f (P,A, FG) in cui si sottolinea che il comportamento di un individuo è una funzione regolata da fattori interdipendenti costituiti dalla sua personalità (P), dall’ambiente che lo circonda (A) e dai fattori genetici (FG).

Seguendo questa linea, l’Approccio Circolare accoglie la visione pluralistica e co-costruttiva della teoria del “costruttivismo sociale”, secondo cui “nulla è reale, se non vi è accordo sociale sul fatto che lo sia” (Gergen), al fine di dare un senso evolutivo alla molteplicità delle differenze come elementi che concorrono alla definizione globale di un unico organismo che può connettere in sé tutti e quattro i livelli della natura attraverso un’interazione individuo-ambiente fondata sulla responsabilità reciproca.

Inoltre l’Approccio Circolare, riconoscendo l’importanza del gruppo come “base sicura” (J. Bowlby) per l’empowerment dell’individuo, si concentra su come valorizzare e migliorare le relazioni tra i membri del cerchio e la loro connessione psico-emotiva.

In una rete di comunicazione circolare in cui ogni tipo di comunicazione – verbale e non verbale – coinvolge tutti i membri del sistema, il benessere e l’efficienza dell’individuo aumenta e diventa funzionale al successo del gruppo nel suo complesso (Bales, Bavelas e Leavit).