L’Approccio Circolare si propone di interpretare e dare una risposta positiva alla realtà globalizzata del mondo attuale prendendo spunto da diverse teorie della fisica quantistica, cibernetica, comunicazione, psicologia sociale, apprendimento per imitazione e dalla Scuola di Palo Alto.

Questo approccio deve il suo nome a una visione che ha origine nei complessi sistemi che caratterizzano il mondo di oggi (Ludwig von Bertalannfy, Norbert Wiener, Gregory Bateson e la Scuola di Palo Alto) e offre un’interpretazione della realtà basata sull’interdipendenza tra le parti.

Andando oltre la visione lineare della realtà, a favore di una lettura circolare, si arriva a un contesto in cui tutti gli elementi sono uniti da un rapporto di connessione: sono dipendenti gli uni dagli altri.

Così come non esiste un punto di partenza e di arrivo nel cerchio, l’Approccio Circolare non parla di singole direzioni, ma di movimenti continui, caratterizzati da una “responsabilità circolare”

Ogni elemento influenza inevitabilmente gli altri, e l’armonia generale dipende dal suo equilibrio (E. Sahtouris).

Famiglia, educazione, lavoro e società vivono come cerchi concentrici che si influenzano a vicenda (U. Bronfenbrenner). 

Essere consapevoli di questo implica la necessità e l’urgenza di mettere in pratica principi come la collaborazione e il sostegno reciproco.

L’Approccio Circolare può essere considerato come uno strumento operativo delle moderne scienze sociali.

Questo nuovo approccio umanistico, sebbene ispirato alle teorie di A. Maslow, C. Rogers e R. May, non mette più al centro dell’attenzione la soggettività dell’individuo, ma l’intersoggettività tra gli individui. E afferma che il pieno sviluppo umano può essere raggiunto attraverso una gestione positiva della rete globale di relazioni circolari che

costituiscono e fondano il concetto stesso di “uomo”.