Queste idee sono state ugualmente evidenziate nel campo psicobiologico (N. Berardi, T.Pizzorusso) attraverso esperimenti sulle sorprendenti competenze sociali che il neonato mostra già alla nascita: preferenza per i volti, protoconversazioni, il sorriso endogeno seguito dal sorriso sociale, il fenomeno dell’attenzione condivisa. 

Queste competenze sono geneticamente predisposte per guidare il bambino nel suo processo di attaccamento e di relazione con l’adulto.

A loro volta, le ricerche sullo sviluppo del bambino, osservando in tempo reale il rapporto tra madre e figlio durante 30 anni, hanno ricostruito le fasi evolutive dell’intersoggettività (C. Trevarthen, E.Z. Tronic, L. Sander, D. Stern, B. Beebe), dimensione che viene gradualmente raggiunta dalla diade madre-figlio seguendo un processo che l’individuo interiorizza nella relazione interpersonale. (Vygotskij, J. Bruner).

In questo modo possiamo affermare che: la nostra vita mentale è il frutto di una co-creazione, di un continuo dialogo con la mente degli altri, che costituiscono la matrice intersoggettiva (D. Stern).