Il sistema economico è in difficoltà. La crisi del coronavirus si sta estendendo ed è giunta al limite a prescindere dalla capacità dei governi e delle banche centrali di aiutare imprese, dipendenti, datori di lavoro, lavoratori autonomi e tutti noi. L’angoscia, reale e tangibile, ci porta a tentare in tutti modi di rientrare rapidamente alla normalità, a tornare con ostinazione a ciò che conosciamo bene del recente passato: l’economia dell’occupazione a tempo pieno, la cultura consumistica, la piacevolezza dello shopping e, naturalmente, la significativa crescita economica del prodotto nazionale.

Questa è la speranza di tutti, dagli economisti e da coloro che detengono il potere all’umile operaio. Possiamo comprendere e essere dispiaciuti per il loro dolore, ma dobbiamo capire cosa sta succedendo intorno a noi per sapere come comportarci. Altrimenti, la confusione e i fallimenti di oggi, nell’assistere le persone e l’economia, aumenteranno non appena la natura ci infliggerà altri contraccolpi che arriveranno certamente perché hanno una specifica finalità.

I pilastri su cui si basa l’attuale sistema economico erano vacillanti da tempo. Il futuro dello stato sociale e della rete di assistenza sociale è avvolto nella nebbia. Le previsioni sulla inutilità di manodopera sono state confermate dall’introduzione di innovazioni tecnologiche concrete. La ricerca dell’occupazione a tempo pieno va a scontrarsi con la minaccia dell’intelligenza artificiale e della robotica. Persino le generazioni più giovani, la generazione Y e la generazione Z, sono deluse dal sistema economico in cui sono cresciute non avendone visto il periodo di massimo splendore ma solo il danno. I giovani non sono all’altezza delle aspettative che gli economisti ripongono su in loro e si rifiutano, a ragione, di accettare l’equazione del sogno americano. Tutti i processi sono interdipendenti e questo anche prima che il coronavirus costituisse una minaccia significativa per il futuro dell’intero sistema. La crisi del coronavirus, tuttavia, ha notevolmente accelerato il processo.

L’attuale crisi è un’opportunità per una transizione evolutiva, per creare insieme un nuovo sistema economico che miri a servire la persona e non viceversa. Questo metodo sarà concentrato sulla crescita umana e sullo sviluppo interiore, piuttosto che sull’aumento della produzione economica pro capite. Ancor prima dell’epidemia, molti erano consapevoli dei limiti dell’economia contemporanea basata su una concorrenza feroce, sull’odio, sul guadagno a spese dell’altro. Questo ha causato disuguaglianze di proporzioni senza precedenti tra le persone e gravi danni all’uomo, alla società e alla terra. Ma la sola consapevolezza non è bastata per promuovere un cambio di rotta.

Oggi possiamo vedere chiaramente come negli ultimi 70 anni il mondo e anche l’uomo siano cambiati. Solo l’economia è stagnante ed è poco propensa ad adattarsi a un mondo che è diventato globale e connesso, un mondo in cui siamo interdipendenti in tutto. Possiamo capire che non esiste un campo così importante nella vita sociale come l’economia in cui è l’uomo ad essere diventato anacronistico, tenuto sospeso in maniera artificiosa, in campi quali l’economia e l’attuale metodo economico che invece sono interconnessi.

Per capire meglio dove ci troviamo, bisogna immaginare di essere un gruppo in cui tutti cercano di avere successo negli affari, in competizione l’uno contro l’altro. Improvvisamente appare una madre, che ognuno crede sia solo sua, affermando: “Voi non lo sapete, ma siete tutti fratelli”.  Questo è ciò che accade oggi nel mondo: la natura si presenta, bussa alle porte del nostro mondo e dice: “Non avete capito, ma siete un’unica umanità”. Questo cambiamento nella percezione e nella relazione della persona con gli altri è alla base del nuovo sistema economico in arrivo.

Da ciò si può capire che la nostra economia fondata sulla concorrenza, sullo sfruttamento e la mancanza di sensibilità nei confronti del prossimo deve cambiare. Ora dobbiamo istituire una nuova economia che si basi sulla visione della società umana come qualcosa di condiviso. Ma secondo quale teoria attuarlo? Il liberismo economico è fallito, il socialismo di stampo sovietico è da tempo crollato e comunque era basato sulla finzione, la corruzione e la coercizione. Quindi dobbiamo ristrutturarci.

Un mondo integrale-globale richiede al più presto una nuova economia. Considerando che non siamo separati gli uni dagli altri ma collegati tutti in un’unica umanità, se uno di noi viene ferito, tutti lo sono. Non solo finanziariamente, ma anche dal punto di vista della salute fisica e mentale. Quando capiremo questa interazione tra di noi e la natura, avremo anche risposte interiori. Grazie ad una corretta interazione tra di noi, sapremo come agire e produrre solo quelle cose che sono necessarie ed ottimali. Insieme esamineremo attentamente se ne abbiamo bisogno o no, se ci saranno favorevoli o meno, cioè se serviranno al bene di tutti. Lo stato dovrà essere in grado di fornire a tutti uno spettro di servizi e prodotti essenziali che consentiranno di avere un tenore di vita normale e ben definito. Una rete di assistenza sociale sviluppata a tal punto da rendere il progresso umano un obiettivo, svincolandolo in maniera ottimale dall’attuale sistema economico egoistico.

Gli economisti e coloro che hanno poteri decisionali hanno difficoltà a fare propria questa realtà, accettarla e ristrutturarsi. Il popolo comprende e percepisce in modo più diretto la sofferenza radicale causata dall’attuale sistema economico e il bene che invece potrebbe derivare da un’economia umana, sociale, nata dalla vicinanza delle persone. Quindi sarebbe opportuno accettare il cambiamento portato dal coronavirus, per farlo nostro, smettendo di tentare di far girare forzatamente la ruota indietro e cercando invece di assimilare l’idea che la pandemia è una batosta necessaria. Relazionandoci con essa in maniera giusta scopriremo che in realtà non è una batosta ma piuttosto una spinta in avanti che porterà un cambiamento positivo.

Stiamo entrando in una nuova era denominata “L’ultima generazione”. Si riferisce all’ultima generazione egoistica, l’ultima generazione dell’attuale sistema socio-economico. Stiamo affrontando uno sviluppo significativo, possiamo dire una rivoluzione sociale, ciò deve accadere oggi e molto rapidamente.  Un simile cambiamento Non è mai avvenuto prima, nelle generazioni precedenti, e stiamo avendo il privilegio di vivere e partecipare a una rivoluzione sociale, economica e globale