Si narra che il rabbino Jonathan abbia avuto una discussione con un prete sul fatto che sia possibile o no cambiare la natura dell’uomo. Il sacerdote era convinto che si potesse cambiare, mentre il rabbino sosteneva di no.

Allo scopo di convincere il rabbino della sua tesi, il prete prese dei gatti, li vestì con abiti da cameriere e insegnò loro ad essere camerieri, poi fece una festa a cui invitò il re e i suoi ministri.

Il prete disse: “prima consumeremo la cena e poi finiremo la nostra discussione”. I gatti vestiti da camerieri furono impeccabili e servirono la cena con molta professionalità.
Tutti si stupirono che il rabbino Jonathan fosse così calmo e non si meravigliasse della prova che aveva evidenziato, nero su bianco, come l’essere umano avesse la capacità di cambiare la propria natura. E dopo il banchetto tutti pensarono che non c’era più spazio per quel futile dibattito.
Alla fine del pasto, i camerieri erano in piedi a disposizione dei commensali, quando il rabbino Jonathan tirò fuori dalla tasca una tabacchiera, gli ospiti credettero che volesse fiutare del tabacco. Aprì la scatola e da qui uscirono dei topi. I camerieri visti i topi scappare, abbandonarono la sala e si misero ad inseguirli seguendo la loro natura di gatti. Tutti constatarono quindi che il rabbino Jonathan aveva ragione.

La morale è chiara: con l’educazione non può cambiare la natura egoistica dell’uomo che è sempre portato a pensare esclusivamente a sé stesso, a godere solo delle cose che lo soddisfano personalmente. La natura lo spinge a “correre dietro i suoi topi” che sono soprattutto accumulare ricchezza e onore.
Ogni tentativo di cambiare la natura umana: pensare al bene di qualcun altro, considerare il dare una cosa positiva, vivere modestamente e avere a cuore la pace nel mondo, è un comportamento vano, come addomesticare i gatti. Non appena si presenta all’uomo la possibilità di provare piacere, anche il più piccolo, si scrollerà di dosso tutte le belle parole apprese.

Tuttavia, esiste un altro tipo di educazione che non va contro la natura egoistica dell’uomo, ma lo guida ad agire in conformità con la natura integrale del sistema generale e quindi a cambiare. Questo tipo di educazione, basato sulla connessione si chiama “Approccio Circolare” ed è in grado di evocare una forza speciale della natura che insegna a dare invece di ricevere, a provare gioia nel donare. In tal modo una persona gode mille volte di più e sicuramente anche gli altri ne traggono beneficio.
L’uomo impara ad avanzare di pari passo con la Natura, seguendo il suo piano di sviluppo. Invece di volere più forza di ricevere sé, chiederà alla Natura la forza di dare e invece di separarsi, avrà la forza di connettersi.

Quando saremo governati da questa forza, semplicemente cambieremo e inizieremo a gioire nel donare come finora abbiamo gioito nel ricevere. La differenza tra il ricevere e il donare sta nel risultato: ci avviciniamo l’uno all’altro, ci connettiamo e raggiungiamo una relazione d’amore. Invece della distruzione e dell’odio, troviamo l’amore e quindi il “paradiso in terra”.