Il venditore di ghiaccio passa con il carretto. Il suono del suo campanello è ben noto in strada ed è un richiamo per chi ha bisogno di comprare un grosso cubo per la ghiacciaia. Una foto che sembra essere stata scattata in epoche lontane, ma che in realtà mostra una scena che ha meno di settant’anni. Sembra vecchia perché da allora i mutamenti dell’umanità sono stati considerevoli e hanno portato trasformazioni in tutte le attività dell’uomo, comprese le professioni e gli impieghi.

Alcuni ricercatori dell’Università di Oxford hanno analizzato i dati sull’occupazione negli Stati Uniti e hanno stimato che tra un decennio o due il 50% dei posti di lavoro scomparirà completamente. Già oggi la maggior parte degli impieghi sarebbero scomparsi se non fossero stati sostenuti artificiosamente dal mercato.

In futuro, la tecnologia, che ha già raggiunto il suo apice, non occuperà più un posto preminente nella società: servirà solo per migliorare. A svilupparsi saranno invece le professioni il cui scopo sarà quello di formare l’essere umano, un essere aperto e positivo, fortemente legato al suo ambiente e le cui caratteristiche saranno affini alla natura. Sorgeranno movimenti, gruppi e imprese che si prenderanno cura delle relazioni umane e sociali, prospereranno e faranno prosperare il mondo.

Il campo delle relazioni umane finora è stato quello più trascurato da ogni società, escludendo naturalmente ambiti familiari o cerchi ristretti di persone, ma queste sono connessioni che provengono dal richiamo della natura, impulsi istintivi di sopravvivenza.
Dovremo imparare instaurare nuovi tipi di connessione che vadano oltre la nostra natura. Tali connessioni si svilupperanno a partire da una scelta libera e consapevole di riconoscersi in grado di elevarsi dalla condizione materiale e di poter costruire relazioni diverse da quelle determinate dall’istinto.

La transizione avverrà attraverso un processo educativo che supporterà e guiderà tutti alla scoperta e alla comprensione della natura umana, della sua anima e delle sue possibilità di evoluzione.
Le nuove professioni quindi saranno quelle necessarie all’educazione dell’uomo e garantiranno la corretta istruzione degli individui alla convivenza positiva e aperta con gli altri, in modo che siano legati al proprio ambiente in un rapporto di reciprocità e armonia, proprio come accade in tutti i sistemi naturali. Nasceranno movimenti, gruppi e imprese che si prenderanno cura delle relazioni umane e sociali, questi sostituiranno il profitto economico con un “profitto sociale” volto a migliorare la vita di tutti gli uomini.

La tecnologia non sarà più lo scopo da raggiungere ma un mezzo da utilizzare come supporto al miglioramento della vita collettiva.
Sebbene l’idea non sia complicata, richiede allenamento ad un pensiero diverso fino a quando questo non diventerà una seconda natura.

Attraverso l’esercizio si può arrivare a sentire che il bene di tutti è in realtà il nostro bene.

Una persona educata in questo modo realizzerà gradualmente che tutti i sistemi industriali e di approvvigionamento devono basarsi su questo principio di integrazione, connessione e amore.

Questo è il motivo per cui le attività future saranno volte alla produzione solo del necessario per l’esistenza fisica e molte altre saranno invece finalizzate allo sviluppo della connessione umana.
È una rivoluzione nella percezione della realtà fuori dall’istintiva visione limitata, verso un vasto mondo senza confini.