Finalmente il giorno tanto desiderato è arrivato, Emilia e suo marito Andrea si trasferiscono nella casa nuova. Emilia ha seguito personalmente tutte le fasi del restauro. Ha voluto spazi ampi e luminosi, soprattutto in cucina dove ama preparare gustose ricette. Invita spesso gli amici per mangiare e trascorrere delle serate insieme. Sta bene in loro compagnia, le battute scherzose non mancano mai.  Si sente al sicuro nel mondo che si è creata attorno.
Un pomeriggio, Andrea rientra a casa turbato, ha l’espressione del viso cupa e preoccupata. Con un filo di voce le comunica che il loro amico Paolo ha avuto un grave incidente in moto, è in ospedale in gravi condizioni.  Sconvolta, Emilia non riesce a dire nulla, le manca il terreno sotto i piedi, gli occhi annebbiati dalle lacrime e un nodo le stringe la gola. 
“Non può succedere questo” continua a dirsi. 
Decidono di andare in ospedale. Arrivati davanti alla porta di ingresso le tremano le gambe e stringe forte la mano ad Andrea per trovare il coraggio di varcare la soglia.

Nella sua mente riaffiorano i ricordi di un pomeriggio di fine estate di qualche anno prima. Erano in giardino con Andrea seduti sull’erba, sognavano e fantasticavano sul futuro. Improvvisamente lo squillo del telefono interruppe i loro dialoghi, una voce dall’altra parte le comunicava di un incidente autostradale dove era rimasto coinvolto il padre. Subito, con il cuore in gola, la corsa verso l’ospedale. 
Ma era arrivata troppo tardi. Non c’era più tempo per un ultimo bacio, un’ultima parola per sentire ancora una volta il suono della sua voce. Era rimasta ferma, immobile dietro il vetro della terapia intensiva, attonita per quello che stava accadendo. 
Adesso si ritrova davanti allo stesso ospedale. Piangendo chiede ad Andrea di riportarla a casa.
Da qualche giorno si sente stanca e ha dolori muscolari. Una notte in preda a sudori per la febbre alta e accessi di tosse Andrea decide di portarla in ospedale. Appena arriva viene sottoposta al tampone per il Covid 19, l’esito è positivo.
Immediato ricovero, nel giro di poche ore è necessario intubarla.Monitorata costantemente dai macchinari, lotta per la vita. Il suo sguardo si pone su ognuno dei ricoverati attorno a lei, in particolare su una giovane donna incinta. Si guardano e nei loro sguardi ci sono tutte le parole che non possono dirsi. I medici propongono una nuova terapia sperimentale che sta dando buoni risultati. Accetta. Nel giro di pochi giorni le sue condizioni di salute migliorano e dopo qualche settimana Emilia può tornare a casa.

Prima di lasciare l’ospedale, c’è qualcos’altro da fare. Una volta in ascensore, chiede ad Andrea di non schiacciare il pulsante Piano terra, ma quello del 6° piano. Varcata la soglia dell’ascensore si dirige con passo fermo e deciso verso la stanza 15. Paolo è lì. Ferma davanti alla porta della stanza i loro sguardi si incrociano, Paolo le dice che la stava aspettando da tanto tempo ed esprime tutta la sua gioia nel vederla e 

l’immensa gratitudine per il dono della vita e dell’amicizia.

Emilia promette a Paolo che ritornerà ancora a trovarlo, hanno molte cose da raccontarsi. 

Rita Drago

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