Giampaolo, 48 anni, orgogliosamente single. Funzionario commerciale di una grossa azienda produttiva di pavimentazioni. Da quando hanno decentrato gli stabilimenti all’estero la sua vita è un susseguirsi di decolli e atterraggi. Gestire la rete vendite non è facile. L’incremento del fatturato è una giostra senza fine. Se fai due ti chiedono tre. Se fai tre, devi arrivare almeno a quattro entro l’anno. Milioni di euro intendo. Le provvigioni su queste cifre sono allettanti. Giampaolo ha un appartamento mozzafiato in centro città. I colleghi lo invidiano. Le donne fanno a gara per ottenere un appuntamento da lui. La sua è una scalata alla realizzazione di ogni desiderio.

Voli cancellati. La pandemia lo ha bloccato a casa come tutti. Sono saltati degli appuntamenti importanti e un contratto considerevole. “Ci sentiamo quando finisce tutta questa situazione”, la secca risposta di un cliente. “Mi faccio uno scotch per rilassarmi”, pensa Giampaolo. Il suo smartphone lo informa che la borsa ha perso ancora punti. 

Non si è mai sentito così impotente, sente che una mano invisibile ha il pieno controllo e la gestione della sua esistenza.

Infuriato lancia il bicchiere contro lo specchio. Non accetta di sentirsi un burattino indifeso, generalmente è lui a manovrare i fili. Si tasta la fronte con la mano e realizza che forse ha la febbre. Il terrore di aver contratto il virus gli procura una nausea paurosa. Ha bisogno di una voce amica, qualcuno che lo rassicuri.

Scorre i suoi contatti nella rubrica alla ricerca di un amico, un nome da chiamare. In ordine alfabetico si susseguono colleghi di lavoro, conoscenti, molte donne, di alcune non rammenta neanche il volto.

Un brivido lo scuote. Si mette a cercare maldestramente il termometro nei cassetti. Qualcosa di morbido attira l’attenzione del suo tatto. Non ricordava più di averla. Con lunghe frange e strisce colorate, di morbida lana lavorata a mano, avvicina a sé la sciarpa che mamma gli aveva regalato quando era partito per “conquistare il mondo”. Pensava di averla gettata. Il suo vestiario ormai era solo firmato.

La visione di mamma seduta vicino al camino intenta a lavorare a maglia lo afferra improvviso. Da quanto non la chiama? Avvolge la sciarpa intorno al collo, percependone il caldo tepore simile a un abbraccio, preme il nome “mamma” sul cellulare. Gli squilli sembrano dilatare il tempo mentre Giampaolo osserva il suo appartamento, quadri alle pareti, mobili pregiati, schermo ultra wide, sculture e raffinati oggetti.  L’anziana donna risponde, Giampaolo sente gli occhi riempirsi di lacrime, in quel momento realizza che il mondo da conquistare alla fine è tutto lì, nel tono caldo e dolce di quella voce.

Sandra Melle

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