Narciso fa il modello. Ha un corpo palestrato, capelli neri. I suoi occhi verde-mare non incontrano mai lo sguardo degli altri. Essi si chiudono come cancelli davanti alle sue stesse bugie. Narciso non vuole riflettersi negli altri. Ha fatto suo uno slogan pubblicitario: “Se ho soltanto una vita voglio viverla da bionda.”  Il piacere è la sua religione. Gode nel sentirsi ammirato. Quando entra in un bar è come se si aprisse la tenda di un palcoscenico, tutti gli sguardi convergono su di lui. È circondato da uno stuolo di ragazze che usa e getta via come le bottiglie che consuma. 

Un giorno, guardandosi allo specchio lancia un urlo. Dal ciuffo nero, che gli ricopre la fronte, spunta un capello bianco. Lo strappa via. Ne scopre un altro e un altro ancora. Ha paura. Paura d’invecchiare, paura di morire. 

Va a distrarsi al poligono di tiro, ma è nervoso e fuori allenamento. Contrae i muscoli, trema, impugna male la semiautomatica. Con la prima pallottola fa cilecca, la seconda gli esplode tra le mani. 

Non può sfilare con l’ingessatura. Torna a casa dai genitori e li sottomette ai suoi capricci. 

Finalmente gli tolgono il gesso.

“Una bella nuotata in piscina è quello che ci vuole,” pensa.

Sta per esibirsi in un tuffo rovesciato. Un amico, per gioco,  gli dà uno spintone. Il corpo bellissimo, in caduta libera, taglia malamente l’acqua. Lo tirano fuori, svenuto. Diagnosi: Lesione al midollo. 

Inchiodato sulla sedia a rotelle Narciso non ha più voglia di vivere. Con lo sguardo ebete fissa il muro della sua stanza da letto. Non può più sfilare sulle passerelle. Nessuna ragazza posa più gli occhi vogliosi su di lui. Nessuno lo chiama.  Immagina il falso dolore passare di bocca in bocca:   

“Oh povero lui così bello e così sfortunato”. 

Odia il cappotto di cachemire che gli altri non possono permettersi, le scarpe firmate indossate con ostentazione, il loft comprato più per investimento che per necessità.Passano i mesi. Il buio è senza fondo. 

Una mattina riceve una telefonata: “Ti ricordi di me?” 

È Claudia. Si era fatta da parte, pur amandolo, quando si era accorta che lui aveva messo gli occhi su un’altra. 

Lei andò via dicendogli: “Domani torno.” 

Narciso non sta nella pelle e pensa: “La vita non muore mai, è come un razzo in movimento che, lungo il suo percorso, assesta costantemente la propria traiettoria per farci mantenere la giusta rotta.”

Sogna ad occhi aperti nella propria camera, che la luna, così piena di luce, illumina quasi a giorno. All’improvviso ha una specie di illuminazione: “L’IO è l’anello mancante all’interno dell’armonia della natura ”Smascherato e spogliato da ogni travestimento Narciso, da quel momento, e giorno  dopo giorno, diventa il padrone di se stesso. Oggi è uno scrittore di successo e ha  uno zoom seguitissimo sui social. Ascolta il dolore degli altri e lo sostituisce con la gioia di vivere da cui si sente nutrito. 

Grazia Bolognese

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