Fino a poco tempo fa leggevamo le notizie sulle principali testate giornalistiche che riportavano fatti accaduti contemporaneamente in diverse parti del mondo, ad esempio un incidente ferroviario avvenuto in un paese lontano o centinaia di nuovi disoccupati all’estero. Storie che non rimanevano nelle nostre menti per più di qualche secondo.

Da quando il coronavirus è entrato nelle nostre vite, la storia è leggermente cambiata. Sui giornali compaiono le statistiche che mostrano la situazione mondiale: i nomi di tutti i Paesi sono disposti in tabelle uguali; nessun Paese è considerato più importante dell’altro. E a noi lettori dispiace vedere che in America molte persone sono morte, nello stesso tempo tiriamo un sospiro di sollievo leggere che in Cina non c’è quasi alcun contagio e che in Italia la situazione si sta stabilizzando.

Nell’aria c’è una nuova sensazione: “siamo un’unica umanità sotto lo stesso cielo”. A differenza delle guerre che creano separazione, oggi il mondo subisce un contraccolpo che include tutti, e problemi comuni da zone diverse annullano le distanze.

Questo è simile a ciò che accade nei boschi quando scoppia un incendio. Tutti gli animali del bosco, conigli, serpenti, lupi e orsi, che un momento prima si inseguivano l’uno con l’altro, ecco che fuggono lontano dal fuoco, fianco a fianco senza paura, perché sanno bene che in quella situazione nessuno prenderà in considerazione di divorare chi ha accanto. Predatori per natura, ma con uno scopo comune.

Se non impariamo la morale da questa pandemia, potrebbero arrivare altri duri colpi sempre più gravi tali da distruggere metà dell’umanità. Non possiamo tornare indietro ad occuparci di affari inutili, come quelli che non apportano al mondo  connessione umana, empatia e considerazione per il prossimo. Dobbiamo iniziare ad organizzare le nostre relazioni in modo più positivo. E’ sufficiente non distruggerci a vicenda, non danneggiare la natura, la flora e la fauna.

Dobbiamo trarre da questo virus discernimenti che ci impediscano di subire altre grandi sofferenze future. Abbiamo scoperto alcuni aspetti positivi nel rimanere a casa, teniamoli come un tesoro per non tornare alle precedenti abitudini. Migliorare le relazioni all’interno della famiglia, riorganizzare le istituzioni educative, eliminare le imprese inutili, come quelle che creano spazzatura e cose superflue. 

Quando rimarremo saldi su questi presupposti, potremo guardare al futuro. Nel momento in cui tutto il potere inerente alla nostra connessione verrà attuato, solo allora porteremo tutti insieme felicità e guarigione sulla terra.