Arianna è una mannequin, ha 30 anni, capelli rossi e due splendidi occhi verdi. É molto quotata nel suo settore. 
Ha un portamento elegante, è bella, esile, perfetta.
Vederla sfilare sulle passerelle è affascinante, sa parlare con il corpo. Gli abiti su di lei incantano.
Il mondo della moda la cerca. Le grandi firme la vogliono sulle loro passerelle. 
Il suo fascino e il suo stile rende ogni abito unico e desiderabile. 
Lei ha tutto. È l’icona della bellezza, del successo, si sente al centro dell’universo, super gettonata, super corteggiata.
Vive a Roma e le sue giornate sono scandite da mille impegni, viaggi, passerelle, party, servizi fotografici, cene nei migliori locali con le persone che contano. 

Maledetto Covid, ha cristallizzato tutto, la sua vita si è fermata. Il suo mondo d’incanto si è sgretolato, puff non c’è più nulla. Tutto chiuso. Atelier, passerelle, aeroporti.Tutti in casa a tempo indefinito. 

Arianna si guarda allo specchio, è senza trucco, quasi non si riconosce. È ormai mezzogiorno ed è ancora in pigiama, la sua vita si è stravolta e pare si siano tutti dimenticati di lei. 
È sola, apre la finestra e domina con lo sguardo la città. Per la prima volta si sente piccola e sola. La casa è da pulire, la domestica non viene più. 
Amici, amori, viaggi, lavoro, tutti archiviati in una valigia 24 ore.
In un angolo della casa su una bellissima cassapanca stile liberty, vede la foto dei suoi vent’anni, attorno a lei la sua famiglia, il suo primo amore, momenti magici.  
Per la prima volta Arianna realizza che non ha senso avere un attico di 200 mq solo per lei.
Le manca una mano amica. Qualcuno con cui condividere tempo, sogni, sentimenti, il sorriso gioioso di un bambino, il volto di sua madre che da troppo non vede, i nipotini.
Realizza il tempo sfuggito di mano in una corsa infinita.
Sente che le manca l’aria, smarrita cerca il cellulare dimenticato su quel grande divano rosso, ora vuoto. Il cellulare non suona, pare sia morto anche lui. Assordante le appare il silenzio.

Il suo corpo aleggia inquieto fra una stanza e l’altra.
I pensieri le frullano in testa, il suo cuore tace. Si ascolta, nulla sarà più come prima. 
Dai ritmi vertiginosi alla quale era abituata, oggi si rivede, è un’altra donna. 
Per anni aveva messo a tacere il cuore e bendato gli occhi.  Aveva sacrificato affetti, amori per il successo, si era allontanata dalla famiglia, rinunciato ad avere figli, una famiglia, per effimere chimere. 
Il denaro, l’ambizione, l’avevano portata in alto. I compromessi fatti con le persone che contano l’avevano aiutata. Era invidiata, aveva lottato, si era imposta con cinismo e arroganza. Un uomo in gonnella. Bella fuori, marcia dentro. 

In un piccolo angolo del suo cuore realizza che tra le futilità che la circondavano si è persa la cosa più preziosa, ha perso se stessa e le persone che l’hanno veramente amata. I suoi familiari che hanno creduto in lei anche se non erano d’accordo con le sue scelte.
Ora che l’emergenza è finita la vita la chiama a rispondere in modo spietato: “perché esisto? cos’è la mia vita?”. 

Arianna prende il telefono compone il numero, attende. Il telefono squilla, una voce risponde: “pronto?”, Arianna con le lacrime negli occhi dice: “mamma ti voglio bene, mi manchi, domani ti vengo a trovare”. Due grandi lacrimoni solcano il suo bel viso e dal telefono la voce risponde, “ti aspetto amore mio, torna”.

A. Bizzoni

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