Luigi, faccia pulita e idealista quel tanto che basta, muove i primi passi nella politica come consigliere comunale. Fa sistemare un marciapiede qui e una buca là. Vince le elezioni. Da sindaco crea il primo piano di sviluppo industriale per il proprio paese. Persone di ogni tipo adesso si affacciano al suo ufficio. Comincia a conoscere un altro mondo. L’orizzonte dei suoi desideri si allarga. I privilegi personali aumentano tanto quanto gli interessi e le presidenze che accumula. Passano gli anni. 

Luigi non è più l’ingenuo sbarbatello con l’ansia addosso quando deve parlare in pubblico. Davanti alle telecamere acchiappa audience. È un prestigiatore di parole, un uomo di potere i cui calcoli puntano molto in alto. Il conto in banca è gonfio come la sua pancia. 

Un giorno riceve un invito allettante: una vacanza da sogno sullo yacht di un primario chirurgo. Vuole essere in forma. Decide di andare in palestra ma durante gli allenamenti intensivi ha un attacco cardiaco. Vuole dire qualcosa. Non riesce a dire nulla. Sente solo la propria paura. 

La buona sorte lo accompagna e qualche settimana dopo essere uscito dall’ospedale, il suo mentore lo informa che ha fatto il suo nome quando gli hanno chiesto di scegliere un consulente per un importante progetto diplomatico. Il suo amor proprio è sollecitato come un asino punto da dietro con un pungolo. Luigi non sta nella pelle. La notte prima della decisione si gira molte volte nel letto. I desideri sono infiniti e rinunciare significherebbe perdere un’occasione d’oro. Accetta. 

Si trasferisce nella capitale ma sulla scacchiera occulta dei giochi politici il governo cade, a sorpresa, come il re accerchiato da due alfieri. Sulla strada di ritorno a casa è coinvolto in un incidente stradale. Luigi urla un attimo prima di pensare: “Questo è un avvertimento per me. In natura niente è casuale. Ogni cosa è collegata all’altra.” Supera la convalescenza e dimentica. Torna alla vita di sempre. 

È durante la processione del santo patrono del paese che tutto cambia. 

Luigi è in prima fila dietro la statua che passa tra due file di gente. All’orecchio gli arriva il livello di stima che i concittadini nutrono nei suoi riguardi: “Puèrche” – maiale. 

Un pugno a nocche nude in faccia lo avrebbe fatto sanguinare meno. La vergogna è un carico pesante da sopportare. Cade, privo di sensi. Obbligato a letto, ancora una volta, si rende conto che i pesi che si porta appresso non corrispondono più ai contrappesi. Vuole ricandidarsi pur sapendo, consapevolmente, che non verrà rieletto. Torna a parlare con le persone. Quando la notte non chiude gli occhi è perchè pensa a come soddisfare le loro richieste. La gente guarda il frutto delle sue azioni. Gli corre incontro grata e, come all’inizio del suo impegno, gli stringe le mani. Luigi fa il massimo di quello che può ma il cuore è stanco. Una notte, prima di chiudere gli occhi per sempre, ha la sensazione che tutte le vicissitudini che ha attraversato lo stavano soltanto riportando sulla giusta strada. 

Grazia Bolognese

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