L’Inevitabile sgretolamento di un ingranaggio malsano

Nicola è un elegante giovanotto, moro e con gli occhi azzurri. È distinto anche se viene da una famiglia povera. La laurea specialistica in ingegneria edile è costata molti sacrifici alla famiglia. Ora ha tutto quello che serve per entrare in società, ha imparato nelle migliori scuole ed è pronto per affrontare la vita lavorativa.
Il suo desiderio è quello di avere un lavoro, una famiglia e magari una casetta al mare.

Dopo tanti colloqui andati a vuoto, gli arriva la lettera di assunzione in una importante multinazionale che si occupa di costruzioni di ponti.
Il suo ruolo è quello di firmare documenti sui calcoli progettuali e sui collaudi dei cementi armati di un grande ponte. Dopo tanti studi firmare documenti non era proprio il suo sogno, ma si adegua perché quello è quanto gli viene offerto al momento.

Entra così in un ingranaggio più grande di lui. Quando va a controllare il ponte vede che i dati non corrispondono a quelli che lui ha firmato. Il ponte è stato fatto con un materiale scadente. Lui non può firmare quei documenti. Fa presente alla società il problema, ma “o firmi o te ne vai casa” è la risposta del direttore.
Per poter mantenere il posto di lavoro firma.
La fidanzata, attivista e ricercatrice in abusi edilizi, lo minaccia non solo di lasciarlo, ma di denunciare lui e la ditta.
Il matrimonio è alle porte, non può mandare tutto all’aria in quel momento, firma e tiene nascosti alla futura moglie i documenti. Quella firma e l’ipocrisia con la moglie non lo lasciano dormire.
Nicola ha guadagnato molto, si sposa. Arriva un figlio e tante altre firme compromettenti.

Il ponte è pronto e il collaudo firmato. Tutto l’ingranaggio funziona al meglio.
Nicola comincia a godersi la famiglia e il figlio che ormai ha tre anni.
Realizza anche il desiderio di una casa al mare.
Dopo tre anni dal collaudo cominciano a manifestarsi i primi cedimenti strutturali. L’ultimo inverno è stato particolarmente freddo e piovoso. Il ferro delle armature si è gonfiato facendo emergere crepe importanti. Nicola vorrebbe far intervenire la ditta per rinforzare la struttura, ma nessuno lo ascolta. Di nuovo quel pensiero lo tormenta, oltretutto non può parlare con la moglie.
Il ponte crolla il 15 agosto con più di 50 morti. Anche lui sta partendo per le vacanze e con la famiglia transita sul ponte. Davanti alla sua macchina un pullman  rimane in bilico sul ponte crollato.
Nicola non regge alla paura e all’emozione dello scampato pericolo.  Le responsabilità bloccano il suo cuore come una tenaglia.
Infarto. 
I medici riescono ad intervenire in tempo, ma la moglie lo lascia portando il figlio con sé.
Accetta il carcere con dignità.  Aiuta alcuni detenuti a passare gli esami di licenza media e a iscriversi ai corsi di edilizia popolare e occupa il resto del tempo nel fare i suoi discernimenti: “Cosa mi ha portato qui? Cosa ha rovinato il mio sogno? Come ricominciare?”.

Alfia, Barbara, Grazia, Laura, Nicola, Rosaria

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