Pregava, pregava, pregava. Era convinta che qualcuno in qualche posto potesse esaudire le sue preghiere. Chiedeva semplicemente una vita migliore con salute, figli e soldi.
Sempre molto acciaccata si guadagnava da vivere facendo le pulizie in case un po’ meno povere della sua. Ogni giorno, estate e inverno, doveva fare due chilometri a piedi per andare a lavorare sotto il sole cocente e nel gelo dell’inverno.

Lei pregava e pregava, sempre più fedele alle sue preghiere.
I soldi non arrivavano, la salute se ne stava andando insieme alla giovinezza e per i figli le mancava anche la materia prima.

Qualcuno le consigliò di andare a farsi fare una benedizione da un frate che abitava in una grotta. Avrebbe dovuto andarci in inverno e a piedi. La salute non ne giovò e nemmeno le finanze, quanto ai figli mancava sempre quella goccia indispensabile.
Cercò nelle vite passate alla ricerca di un qualche garbuglio che doveva essere sciolto. C’erano infatti cose da sciogliere nelle sue vite passate, ma adesso che le conosceva come scioglierle? Ogni incontro costava e avrebbe dovuto farne molti e soprattutto come andare avanti?
Continuò quindi con più devozione le sue preghiere.

Un giorno le si avvicinò un bambino.
“Cosa fai?”
“Prego”
“Perché?”
“Per chiedere dei favori”
“Per chi?”
“Per me”
Il bambino si fermò a pensare poi disse:
“Ma se tu chiedi dei favori per te gli altri cosa fanno?”
“Non so, ognuno pensa per sé”
“Invece ti sbagli” disse il bambino “tu devi pregare per gli altri, così gli altri pregheranno per te, io faccio sempre così.”
La donna lo guardò come se la stesse prendendo in giro, ma lui era serio, i suoi occhi erano luminosi e profondi.
Il bambino disse: “prova” e se ne andò.
La donna rimase sbalordita, ma cominciò a riflettere a come avrebbe dovuto modificare le sue preghiere. “Provare non mi costa niente” pensò.
Così giorno dopo giorno si mise in preghiera e pregava, pregava per tutti. Per le persone che conosceva e che non conosceva, per quelli che l’avevano aiutata e per chi pensava le avesse fatto del male.  Pian piano nelle sue preghiere includeva sempre più persone lontane e vicine, poi cominciò a pregare anche per gli animali e gli alberi. Già che c’era incluse nelle sue preghiere anche le montagne e i sassi. 

Più pensava agli altri e più dimenticava se stessa, le sue pene e i suoi dolori.

Un giorno mentre tornava dal lavoro le si fermò accanto una macchina elegante, la signora al volante le chiese se conosceva qualcuno che andasse a tenerle compagnia. Era disposta a pagarla e ospitarla nella sua casa. Non poteva credere alle sue orecchie, fece ripetere più volte la richiesta finché disse con voce tremula: “se vuole posso provare io, se le vado bene”.
Mentre tornava a casa a preparare le sue cose tremava di emozione e di gratitudine. Quel bambino, le aveva aperto gli occhi.

Rosaria Bosio

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia.


Image Luke Pennystan by Unsplash