Zio Bruno trova sempre il modo per farti sorridere. Vive al sud e la sua occupazione è quella di pensionato a tempo pieno. Sa fare praticamente tutto, elettricista, idraulico, pittore, coltiva anche l’orto. Ha sempre la battuta pronta e i problemi per lui sono solo un mezzo per mettersi alla prova e risolverli, adesso ha imparato anche a usare Facebook.

Due settimane fa l’ho contattato telefonicamente “Finalmente ti decidi a chiamare tuo zio, lo sai o no che questo virus si porta via i più anziani? Hai rischiato di non trovarmi più!” Al cellulare mi ha ostentato le sue giornate di segregazione obbligata, rinzaffandole con una mielosa ironia, tra un colpo di tosse e una battuta, quasi a voler coprire malamente la sua salute, nonché la paura e la solitudine che chiare sentivo trasparire dal suo tono di voce esagerato e vacillante.

Attraverso un filo invisibile potevo avvertire la fragilità dignitosa di quell’uomo al quale, anni prima, una malattia incurabile aveva sottratto la consorte e i mercati competitivi dell’oriente avevano mandato in fumo l’azienda di alta sartoria.

Un’altra settimana di isolamento per tutti. Sono preoccupata.

Lo zio non ha risposto al cellulare, così decido di provare a contattarlo attraverso la video chiamata di Facebook. Finalmente risponde. Euforico e con il fiato corto mi dice che può dedicarmi solo pochi minuti perché non ha un attimo di respiro. “Zio, dimmi almeno come stai. La tosse?” Il suo sorriso penetrante sembra voler tracimare dallo schermo: 

Se teniamo costantemente impegnata la nostra mente con un lavoro destinato agli altri non abbiamo più il tempo per pensare ai nostri problemi di salute, e così questi spariscono!

Sento le sue parole sbalordirmi il cuore.
Il suo sguardo si illumina nuovamente e con atteggiamento teatrale sventola una mascherina cucita e rifinita con cura. Utilizzando le accantonate stoffe in fibra di poliestere, residui della sua fabbrica manifatturiera, lo zio aveva cucito più di cento mascherine, regalandole al vicinato e ai negozi di zona. 
“Il profitto” come lo aveva ironicamente chiamato, continuava a bussare alla sua porta. Gli arrivava quando una torta di mele, quando un cesto di uova o pane appena sfornato. Perfino la grande rivendita di informatica, come ringraziamento, gli aveva fatto recapitare a casa un portatile nuovo! Da acuto organizzatore quale era, attraverso Facebook stava già pianificando una rete di “merci eccedenti” da mettere a disposizione di chi ne avesse avuto bisogno una volta passata la prima emergenza.

Sandra Melle

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia.

Image by StockSnap