John è un super uomo dei nostri tempi. In verità il suo nome e Gianni Rossi, è nato in un paese dell’Umbria. Appena compiuti diciotto anni si è trasferito in Florida.  Oggi qualche capello grigio fa capolino sulle sue tempie. Sono passati venti anni, durante i quali è riuscito ad aprire tre pizzerie in stile italiano.  Dopo mille donne, tra lavoro e divertimenti, ha conosciuto Lara, figlia di emigrati Italiani come lui. Lo stile di vita Americano ha permeato i loro caratteri e nel giro di tre mesi si sono sposati e aspettano una bimba.

Il sogno Americano l’ha realizzato in concreto: villetta sul mare con giardino e palma. Moglie bellissima, tipo Barbie, soldi a palate per esaudire tutti i suoi desideri.

Un lunedì mattina John va in garage, prende il suo enorme pick up e si dirige verso la concessionaria Harley Davidson. Deve ritirare una FAT BOB rossa fiammante nuova di pacca. Il desiderio di possedere quel bolide lo sta facendo fremere da mesi ormai. L’attesa è stata necessaria per tutte le modifiche che aveva richiesto.  Quell’ansia in un attimo svanisce non appena arriva nel parcheggio del moto salone.

Quel gioiello ha un posto d’onore nella gigantesca vetrina. Le modifiche aggiunte rispetto all’originale sono costate così tanto che l’hanno resa un modello unico, che viene mostrato come un trofeo.

John indossa il casco ed esce subito a fare un giro di prova, a poca distanza si trova il lungomare. Assapora la brezza dell’oceano, la temperatura mite, il vento sulla faccia, gli sguardi della gente.

Sulla pista ciclabile intravede una bellissima donna in bikini, impossibile non girarsi. In quell’attimo l’auto che lo precede frena per far passare un pedone che stava attraversando. L’impatto è inevitabile.

John riapre gli occhi, il soffitto è bianco, luci si alternano in un corridoio bianco, intorno a lui gente in camice bianco. Sembra un sogno, tutto è offuscato, richiude gli occhi e pensa che è ancora notte, di lì a poco deve andare a ritirare la sua Harley.

L’orologio segna mezzo giorno, fuori è nuvoloso, dalla finestra si intravede una collina e tanta gente che va avanti e indietro. In lontananza sul muro di cinta una grande insegna: General Hospital. Piano piano John realizza. Un medico si avvicina e con fare distaccato lo chiama con il suo nome italiano “Mr. Giovanni Rossi?”. Con un balzo repentino John tenta di alzarsi, ma le gambe non rispondono al comando di uscire dalle lenzuola.

Erano passate due settimane di coma. La caduta gli aveva lesionato la spina dorsale.

“Sì, Sì ok bello scherzo”, è la replica alle raccomandazioni del medico di stare calmo e che forse una speranza di camminare ancora ci può essere. Con lo sguardo fisso sul pavimento, nel silenzio glaciale di quella nuova realtà, sente una voce: “John, John   mi senti?”. Riconosce Lara, sua moglie, che in lacrime e prossima al parto si avvicina al letto, incredula di vederlo sveglio.

Si abbracciano e piangono insieme. John vorrebbe avere un altro parere medico magari in Italia, ma non c’è tempo, Lara sta per dare alla luce Jessy. La priorità ora è quel batuffolo di tre chili e mezzo.

Quel divano in pelle ormai un po’ si è consumato pensa John mentre guarda la Tv. In altri tempi per quella piccola sbavatura ne avrebbe già comprato uno nuovo, di quelli elettronici che ora vanno tanto di moda.

Anche nel garage c’è più spazio da quando ha dovuto vendere il pick up, le altre auto e moto, per acquistare il van per trasportarlo con la sedia.

Ma il divano e il garage sono solo la punta dell’iceberg. Il castello sta cadendo a pezzi sotto i suoi occhi giorno dopo giorno, anche i locali stanno perdendo quota, diminuendo il flusso dei clienti. Sembra che, insieme alla capacità di camminare, sia andata via anche quella di mantenere le redini di quel piccolo impero dorato.

Una sera al culmine di questa disperazione un pensiero di suicidio gli pervade la mente, come soluzione per non sentire più né il dolore né la sconfitta. Lara e la piccola Jessy stanno giocando davanti a lui mentre l’ennesima bottiglia di Jack Daniel’s lo accompagna in quei pensieri. In un istante Jessy da gattoni si alza in piedi e fa dieci passi rincorrendo la palla scappata via e rovina di nuovo per terra. Tutti scoppiano a ridere dalla felicità di quell’evento. John impressionato, sente un fuoco di forza che lo attraversa. Vedere quella figlia che assomiglia a tutti e due sprigionare tanta grinta gli ha fatto ricordare lui, da immigrato, con una valigia piena di sogni e forza per conquistare l’America.

Non è sicuro, ma ha sentito qualcosa nei piedi, un impulso, un formicolio, ma forse è il Jack Daniel’s che sta facendo il suo effetto.

Un vento di maestrale da qualche giorno ha ripulito il cielo di Miami, John prende il van per andare in ospedale a fare fisioterapia, Jessy è vicina a lui, al posto del passeggero, nel suo seggiolino. Quel formicolio non era un sogno. Insieme, padre e figlia, hanno imparato a camminare stringendosi per mano, cadendo e rialzandosi mille volte.

Nicola Campanale

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