Un mondo in affitto

“Diamo così tanto per scontato la Terra che abbiamo smesso di percepirla come casa nostra

La Giornata della Terra è una giornata internazionale e si celebra per proporre una presa di coscienza in difesa dell’ambiente. 

Da quando il coronavirus è comparso nella nostra vita, vediamo sempre più come la natura ci governa.  Se ne avessimo la possibilità come gestiremmo la natura?

Attualmente, non gestiamo niente: sappiamo solo sfruttare, devastare, distruggere ed inquinare la terra. L’attenzione umana è unicamente focalizzata a esaminare razionalmente cosa è ancora  possibile razziare e come sfruttare al massimo le risorse della natura che, agli occhi dell’uomo, appare inferiore. Questo è l’errore.  

Un essere umano ha tutti i sensi ben sviluppati, eppure, sorprendentemente, soffre di estrema insensibilità e non percepisce il sistema naturale come un organismo vivo, che è  per noi una madre e un padre. Siamo solo ospiti di passaggio, eppure diamo così tanto per scontato la Terra, che abbiamo smesso di percepirla come casa nostra, una casa nel vero senso della parola.

Immaginiamo questa situazione. Un visitatore arriva a casa e scardina la porta d’ingresso, si pulisce le scarpe dal fango, lascia ditate sporche sul frigorifero (dietro al quale getta anche residui di cibo), sputacchia ed irrompe nelle altre stanze, rompe barattoli, strappa le tende, brucia le sedie e fa i suoi bisogni sul tappeto. È così che la razza umana si comporta con madre terra e all’interno del sistema della natura.

Se avessimo scoperto un altro pianeta sul quale vivere, anche lì ci saremmo comportati nello stesso modo. Non ci sono parole per descrivere questo fenomeno chiamato umanità.

Il nostro egoismo dilagante ci acceca, non ci permette di vedere il danno che apportiamo ogni giorno. E anche se per un momento potessimo  vedere e sentire il dolore per la devastazione causata alla natura, non avremmo la forza di prendere una decisione congiunta per fermarci. La sfida è troppo grande e non ci riusciremo facilmente. 

Il sistema interconnesso della natura dove siamo immersi, mostra che l’egoismo insito in noi, non fa altro che sporcare e distruggere, non solo la terra, ma anche i rapporti con gli altri. Dobbiamo purificarci da questi atteggiamenti. Nella misura in cui sapremo guardarci interiormente, potremo guardare fuori e vedere chiaramente il sistema della natura, come governi tutto in perfetta sincronizzazione. Comprenderemo qual è il nostro ruolo e sentiremo come relazionarci correttamente con il prossimo, l’ambiente,  la flora e la fauna.

Non c’è cura per una casa se gli affittuari sono in disaccordo. Una casa ben tenuta è segno di presenza di amore tra le persone che vivono assieme. Dove vive una famiglia che investe nelle relazioni, tutti si sentono come un unico nucleo e si preoccupano gli uni degli altri.

Se vogliamo rispettare la terra, è necessario abbassare la nostra prepotenza nei suoi confronti, e questo non può essere fatto per un solo giorno all’anno. Prima di tornare alle nostre normali consuetudini ante Coronavirus, dobbiamo aver imparato a comportarci bene comprendendo come relazionarci l’uno con l’altro, diventando parte attiva ed integrante del sistema naturale, la parte sana del nostro pianeta.

Questo è un lavoro dal quale non possiamo astenerci soprattutto oggi. Tutti insieme siamo obbligati a prenderne parte. Bambini, ragazzi, laureati e nonni devono impegnarsi reciprocamente prestando amorevole attenzione l’uno verso l’altro.

Possiamo iniziare con le regole insegnateci dal coronavirus. Non affollarsi, respirare a pieni polmoni, lasciare spazio agli altri distanziandosi di un metro. Non stringerci la mano, non urlare, non suonare il clacson e agire con pazienza. 

C’è spazio per tutti.