Tutte le scoperte dell’uomo sono iniziate per curiosità, trasformatasi poi in orgoglio o avidità, persino i virus informatici hanno avuto origine in questo modo. Il primo di questi virus, ad esempio, è stato creato da uno studente che, sperimentando l’inserimento di un codice invisibile in rete, ha causato conseguenze impensabili. Nel corso degli anni, il virus ha assunto una finalità dannosa ed è stato diffuso intenzionalmente per sabotare i software di altre persone. Cioè, è l’uso che ne facciamo a determinare se un’invenzione è benefica o dannosa.

Anche il coronavirus, forgiato dalla natura, non è stato creato con l’intenzione di interferire nelle nostre vite, confonderle, distruggerle ed uccidere. È una sorta di software aggiornato che proviene dalle profondità della natura per completare l’evoluzione dell’umanità. Smontiamolo ed assembliamolo: se descrivessimo la società globale come un software per computer, dovremo “riprogrammarlo” in modo che la connessione tra le sue parti sia intenzionalmente di trasmissione-donazione-condivisione, in opposizione all’azione di attrazione-ricezione-assorbimento. In base al modo in cui ci si relazionerà agli altri il coronavirus non ci danneggerà. Anzi ha lo scopo di farci progredire.

Questo virus è fatto per insinuarsi in un sistema sociale connesso per un bene reciproco mentre questo sistema non lo è. È quindi percepito come dannoso. Il coronavirus è comparso soprattutto per completare il software del nostro computer e inserire informazioni mancanti in una parte che richiede completamento, del software che ci aiuti a vivere un diverso livello di vita.
Fino ad oggi siamo stati programmati con i codici del linguaggio dell’ego: leggi concorrenziali, distruzione, sviluppo dell’auto-realizzazione a spese degli altri. Vale a dire, tutto il progresso si è realizzato attraverso lotte continue e annientamento dell’altro, per tornaconto personale. La stessa cosa è accaduta nell’evoluzione del resto della natura, in cui ogni dettaglio della creazione ha avuto inizio con una lotta che si è poi stabilizzata lentamente, finché da lotte terribili, passo dopo passo, è nata una forma di esistenza di cooperazione e reciprocità.

Questo è il caso, ad esempio, della Terra, che è stata sottoposta a una serie di cambiamenti estremi tra freddo e caldo, finché su di essa non si è formata una crosta terrestre abbastanza dura e spessa da formare la vita. Un processo simile è avvenuto nelle specie vegetali e successivamente nella fauna. Noi, come umanità, dobbiamo oggi affrontare un passo simile: un processo di transizione dalla lotta e dalla competizione alla riconciliazione, alla collaborazione.

Il coronavirus è la porta verso una nuova era. Dobbiamo interiorizzare ciò che sta accadendo intorno a noi e prepararci a lavorare con il nuovo software scritto secondo le leggi della natura integrale. “Gli uomini si aiuteranno a vicenda”, “L’amore ci farà superare ogni ostacolo” sono questi alcuni dei codici sociali che dovrebbero entrare nel nostro software operativo. Se non proveremo ad avvicinarci e ad adattarci a questo software con consapevolezza e desiderio, soffriremo molto, la nostra specie potrebbe anche rischiare l’estinzione.

Può sembrare difficile, ma in realtà siamo in una posizione favorevole ed ottimale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è capire dove vuole condurci la natura e indirizzarci verso lo sviluppo che ci è destinato. Allora sperimenteremo come pensare insieme con un’enorme unica mente, ci sentiremo uguali, comunicando interiormente come se uno stesso cuore battesse dentro di noi.