Il caso George Floyd è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso del sistema americano.
Al grido: “le vite dei neri contano” sono scoppiate proteste, violenze, incendi, scontri tra polizia e civili, saccheggi di aziende, distruzione di automobili ed edifici pubblici. Una rete internazionale di organizzazioni ha preso possesso di intere parti della città. Il numero di omicidi è aumentato e il dibattito politico ha paralizzato le autorità per più di due mesi.

Ora bisogna tornare indietro e capire cosa non funziona nella struttura.
Gli Stati Uniti non sono come tutti gli altri stati. Non come la Cina con una cultura millenaria e generazioni di gloriosi imperatori. Non come i paesi europei e nemmeno come la Russia con tutte le sue rivoluzioni sociali. Non c’è il senso di nazione in America. Nessun gruppo di persone con uno stesso background, stessa provenienza, con una storia antica comune tramandata nel tempo.
Unica al mondo, l’America è una raccolta di immigrati riuniti sulla base di una legge: ognuno faccia quello che vuole. “Se non danneggi gli altri, puoi fare quello che vuoi.”.
Facendo un salto nella storia, possiamo ricordare Sodoma e la sua distruzione menzionata nella Genesi.
Secondo la narrazione mitica e allegorica, che racchiude molti significati simbolici, Sodoma fu distrutta a causa della legge che la governava: “Il mio è mio, il tuo è tuo, vivi e lascia vivere, fai ciò che vuoi, ma non toccare ciò che è mio”.
La fine di Sodoma fu determinata dal fatto che la sua legge non era in sintonia con le regole della natura.
In natura non ci sono parti distinte, nessuna separazione fra ciò che è mio e tuo perché tutto è collegato in un unico sistema, ogni dettaglio è connesso con gli altri.
Quando Sodoma, colpita dall’ego, ha raggiunto l’apice del successo, fu distrutta da un terremoto e divenne il Mar Morto. Il luogo più basso del mondo, il luogo dove niente ha vita.

Così è anche l’America. Ha avuto inizio come grande nazione, ha passato anni belli e fruttuosi. Il dolce sogno americano, dove uomini onesti e volenterosi sono andati avanti. Poi l’America ha raggiunto il suo apice.

Insieme al cambiamento dell’America, il mondo intero è cambiato e così anche tutta la razza umana.
L’ego ha cominciato a non essere più l’asse attorno al quale si muove la vita. Il divario tra la nuova e vecchia natura umana dà ora origine a crisi e forme di protesta.
Se l’America non comprenderà le nuove leggi della natura andrà incontro a situazioni sempre più difficili e complicate.
Gli Stati Uniti erano molto in alto ma potrebbero cadere più in basso di tutti gli altri paesi se non prenderanno in considerazione il loro grande ego. Hanno sviluppato individui senza propensione all’unità, alla reciprocità, all’equilibrio, tutte caratteristiche proprie della natura.
Nessun americano si sente in obbligo nei confronti degli altri, non è neppure consapevole di vivere all’interno di una società integrale, composta da molte parti diverse che si includono tra loro.
Il concetto di unione non esiste nel DNA americano.
I russi sentono di appartenere alla madre Russia.
I francesi sono molto legati al loro paese.
Gli americani non sono collegati a nulla.
Gli Stati Uniti hanno distrutto le origini culturali che li legavano alla natura, ora non hanno altro che il loro ego. Questo potrebbe essere un punto a loro favore per risvegliarsi e capire che è il momento di tornare alla connessione con la natura e con l’intera umanità.
Invece dell’egoismo sancito dalla legge, dovrebbero essere promulgate nuove leggi e regolamenti. Immaginare una legge che obblighi ogni cittadino a fare qualcosa per gli altri ogni giorno.

Immaginiamo se uno offre una mela ad una persona, quest’ultima offre ad un altro un’arancia, il terzo offre ad un quarto un mango, il tutto accompagnato da un sorriso di gratitudine.
Un esperimento del genere promuoverebbe notevolmente il senso di interdipendenza e connessione tra le persone. Sembra un’assurdità, ma questa semplice azione farebbe rivivere sensazioni di umanità perse e migliorerebbe notevolmente il sistema americano imbrigliato nell’ego.