Quando siamo angosciati e perplessi perché le ansie ci sovrastano e non abbiamo nessuno a cui rivolgerci, ci sentiamo come in un vicolo cieco senza via d’uscita, nel buio totale. È proprio da questa oscurità che può nascere un richiamo, una spinta verso un mondo meraviglioso.

Il futuro dipende dall’individuazione del giusto codice di connessione tra gli uomini, la natura e la società. Vale la pena metterci in ascolto e osservare la situazione da due punti di vista: uno è ciò che sta accadendo nei nostri cuori e l’altro è ciò che la natura vuole dirci.

Dallo scoppio della pandemia proviamo confusione, nervosismo e disperazione. Nessuno sa esattamente cosa fare, né quale sia il modo giusto per affrontarla. La natura invece non è cieca ed ha un chiaro progetto di sviluppo. La cosa migliore da fare è cercare di sondarlo per adattarci ad esso. Questo ci salverà da sofferenze e dolori crescenti.

Cominciamo a guardarci allo specchio. È naturale che ogni persona voglia essere la numero uno, migliore degli altri. Se qualcuno intorno a noi ci supera in qualcosa, diventiamo tristi e inconsciamente tendiamo a sminuirlo. Il processo di sviluppo include la consapevolezza di ciò e la comprensione che in un mondo in cui tutti sono connessi, come ben dimostrato dal coronavirus, il desiderio di sminuire gli altri e la mancanza di considerazione reciproca distruggono le nostre esistenze, perché tutti sono costretti a vivere sempre sulla difensiva. Man mano che questa intuizione penetrerà in profondità nei nostri cuori, nascerà la necessità di cambiare radicalmente la natura delle relazioni tra le persone.

Non avremo più bisogno di essere in competizione con gli altri. Vivremo in una società solidale e pacifica, che dà sicurezza ad ogni individuo e gli concede di attuare, a beneficio di tutti, il potenziale unico che la natura gli ha dato. Saremo in conformità con la natura globale e integrale che ci circonda, in cui ogni parte completa le altre in un sistema bellissimo ed armonioso. Le grosse industrie il cui unico scopo è riempire le tasche dei loro proprietari scompariranno dall’orizzonte e la razza umana smetterà di danneggiare l’ambiente.

Dovremo prima rinunciare alla speranza che qualcuno possa riportare il mondo alla normalità, governi, esperti, scienziati, qualcuno che possa riportarci magicamente indietro di qualche mese. Diventerà sempre più evidente che ci troviamo davanti ad un muro che non deve essere abbattuto, ma scavalcato per giungere in un mondo nuovo e luminoso. Il muro questione si trova proprio dentro di noi, il muro che ognuno ha nel cuore nei confronti del prossimo.