Sulla scena mondiale l’umanità è in ansia e sta cercando di sferzare un duro colpo a questo minuscolo virus chiamato Covid-19.

In attesa di sottomettere e di sconfiggere questo piccolo nemico invisibile, si interrompe la quotidianità e centinaia di migliaia di persone entrano nel baratro della disoccupazione.

In realtà dobbiamo riconoscere il vero nemico.

Covid-19 è solo un effetto collaterale, una reazione a ciò che sta accadendo nella nostra società. È un campanello d’allarme che ci vuole mettere in guardia contro l’ego che ci domina.

L´umanità combatte contro il coronavirus, ma la lotta più importante è il comportamento dell’umanità stessa. 

Diamo la caccia al virus, contrastando ciò che viene a dirci; volendo colpire il messaggero. Ma anche se lasciassimo ai medici l’occasione di far guarire, agli scienziati la possibilità di sperimentare, agli esperti l’opportunità di svolgere il proprio lavoro, nessun vaccino, nessuna quarantena o distacco dalla vita sociale distruggerebbe l’epidemia. No, lo farà solo il nostro nuovo atteggiamento nei confronti della situazione.

Dobbiamo riflettere, accettando e venendo a patti con ciò che il virus è venuto a dirci,  solo allora porterà a termine la sua missione. 

BIsogna osservare il quadro generale e non il piccolo virus: siamo parte integrante della natura, quindi quanto più ci avvicineremo l’uno all’altro, tanto più bilanceremo le forze negative con quelle positive. Quando sconfiggeremo la separazione con la forza della connessione, allora vinceremo.

Sentiremo che il mondo diventerà sempre meno un luogo di combattimento, e sempre più un posto amorevole. La connessione è la nostra cura. 

Se andremo d´accordo tra noi sistemeremo anche il coronavirus.