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Viola non vuole

Viola non vuole

Viola è una bella ragazza, ha 35 anni e un buon lavoro. Sempre molto elegante, con minigonna e tacco 12. 
Vive da sola in un appartamento nuovo. Ha messo in quell’abitazione quasi tutti i suoi stipendi e la sua passione. 
È orgogliosa della sua casa dove alla sera si rannicchia come un uccellino nel suo nido.

Sono passati due mesi da quando è andata ad abitarci ed ecco che quella casa, fatta a nido, diventa una prigione, dalla quale non può uscire se non con mascherina e guanti in lattice.

Legge i post dei social dove qualcuno si azzarda a dire che questo virus è una benedizione, che la natura si sta rigenerando. 
“Ma quale benedizione. Non me ne frega niente della natura e del suo risveglio. Preferisco morire di inquinamento piuttosto che per quel maledetto virus. Rivoglio la mia vita di prima, voglio fare shopping, aperitivi, cene e andare in discoteca”. Urla mentre lancia il cellulare sul letto. 

Per distrarsi prova a telefonare agli amici, ma non funziona. Se si lamentano si lascia trascinare dalle loro lamentele. Se invece cercano di farle vedere gli aspetti positivi della situazione si arrabbia ancora di più. 

Federico la invita a ballare in videochiamata. Viola per un momento esita, ma poi si butta sul divano. Un fiume di lacrime lascia una traccia nera sui cuscini di raso rosa.

Disperata esce nel suo piccolo giardino. Sente il ronzio di un’ape, la segue con lo sguardo mentre tranquilla si ferma di fiore in fiore. Quel laborioso andare, come una danza, cattura la sua attenzione. Si lascia prendere da quella stessa danza. 
Sente la gioia dell’ape dentro di sé.  Il sole scalda il suo corpo e il suo cuore. 
Si accorge che veramente la natura sta meglio di lei. 

Entra in casa, si trucca, videochiama Federico e si abbandona con lui alla danza più sfrenata della sua vita. 
Senza riflettere, come se il suo corpo agisse in autonomia, suona alla sua anziana vicina di casa e si offre di farle la spesa.  Ancora incredula per quel gesto chiama gli amici e per la prima volta riesce a ridere con loro come non aveva fatto da tempo. Racconta della spesa alla vicina come fosse l’avventura più eroica della sua vita.

La paura del contagio si è attenuata. Ogni settimana esce a fare la spesa per l’anziana signora. Per il momento accetta la sua vita come l’unica che ha.

La sera esce nel giardino e osserva la luna, non l’aveva mai vista così bella. Ringrazia i fiori e le api di averle fatto trovare uno spiraglio di felicità.

Rosaria Bosio

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