Ricordo come, da bambino, papà e mamma mi viziavano e mi davano tutto ciò che desideravo e di cui avevo bisogno. Poi, a una certa età, all’improvviso hanno iniziato a farmi pressione pretendendo che fossi disciplinato a scuola e adempissi a tutto ciò che mi veniva richiesto. Non capivo cosa stesse succedendo. Se veramente erano così interessati alla mia riuscita avrebbero dovuto preoccuparsi loro, perché io? Ricordo di essermi posto questa domanda sgradevole e dolorosa.

Ci è voluto un po’ di tempo prima che maturassi e riuscissi ad accettare e ad apprezzare il fatto che la mia vita fosse divisa in due periodi. Il primo periodo dell’l’infanzia era trascorso sotto la completa tutela dei miei genitori, mentre il secondo, quello dell’età adulta, sempre con gli stessi genitori ma, malgrado tutta la loro buona volontà e buon cuore, non potevano venire incontro alle mie necessità. La maturità l’ho dovuta conseguire da solo.

Potrebbero essere queste le riflessioni di ciascuno di noi.

Oggi, l’umanità sta attraversando una speciale fase di maturazione e lo stimolo a crescere è arduo perché, pur essendo naturale, ci costringe a prendere in considerazione un diverso modo di vivere, cosa che non vogliamo affatto. Tutti vogliamo essere lasciati in pace per continuare a vivere come abbiamo fatto fino ad oggi.

Crescere nel nostro mondo significa entrare nel mondo del lavoro, divertirsi, passare tempo nei pub, viaggiare per il mondo, mentre nel concetto di sviluppo dell’umanità, questa fase caratterizza l‘infanzia.

Lo stadio dell’infanzia, dal punto di vista dell’umanità, è caratterizzato dalla concentrazione solo su ciò che si ha davanti agli occhi.  Si è attratti da beni materiali come fossero giocattoli, ci si affanna di qua e di là, sempre in competizione, sempre in conflitto per il potere, si costruiscono, distruggono e ricostruiscono castelli di sabbia. Ora è arrivato il momento, in quanto società globale, in cui dobbiamo distogliere lo sguardo dal nostro parco giochi e capire dove siamo, qual è il mondo in cui ci troviamo e cos’è la vita. Ma purtroppo, come collettività non siamo abituati a tutto questo.

Come si suol dire, fino ad oggi “ce la siamo spassata” ovvero abbiamo condotto una vita artificiale, senza tener conto di quanto accadeva intorno a noi, senza considerare la natura e prendere esempio. Ma questa non si può definire vita, la vera vita non l’abbiamo neanche sfiorata.

L’umanità raggiungerà lo stato di maturità quando inizierà a crescere secondo i piani della natura, quando si confronterà con le sue leggi e le sue peculiarità integrali, di interconnessione con il tutto.

Vivere la vita significa comprenderla, sentirne l’essenza, lo scopo. Il fatto di essere già in grado assaporare il significato supremo che si sviluppa nell’esistenza, percepirlo nella rete di connessioni dell’universo, questo vuol dire conoscere la vita. Perché vediamo che tutto ciò che è nato e creato ha un significato ed uno scopo di per sé. E noi? Per quale motivo siamo stati creati? Questo lo dobbiamo scoprire.

Il primo esercizio di maturazione, che la natura ci pone oggi con il coronavirus, è scoprire il significato della vita e realizzarlo. Se saremo bambini intelligenti, capiremo cosa la natura ha in serbo per noi e continueremo verso il traguardo felicemente, con aspettative ed entusiasmo, altrimenti lo vivremo come sofferenza. Ma dovremo comunque crescere. Non c’è nulla di cui aver paura, dobbiamo solo capire che proprio come un bambino deve crescere, superare e imparare a risolvere i problemi per formarsi come persona, così anche noi dobbiamo comportarci con la nostra famiglia, i nostri figli.

È necessario mettere da parte le gioie effimere che portano i beni materiali, insieme all’orgoglio, per trovare il vero tesoro, lo scopo della vita e far nascere una nuova umanità sul pianeta terra.

Questo è l’invito della natura.